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Agenzie, sì allo stage

del 22/09/2011
di: di Daniele Cirioli
Agenzie, sì allo stage
Le agenzie di lavoro che esercitano attività d'intermediazione possono promuovere tutte le diverse tipologie di tirocini, fatta accezione di quelli curriculari. Lo precisa tra l'altro il ministero del lavoro nell'interpello n. 36 di ieri.

La questione

Il ministero risponde a un interpello dell'ordine dei consulenti del lavoro, che chiede di conoscere la corretta interpretazione della recente norma del dl n. 138/2011, convertito dalla legge n. 148/2011 (manovra di fine estate), concernente l'individuazione dei soggetti legittimati a promuovere tirocini formativi e di orientamento e altre tipologie di tirocinio.

I chiarimenti

La manovra di fine estate (articolo 11 del dl n. 138/2011), spiega il ministero, nel definire i livelli essenziali di tutela in materia, dispone che i tirocini formativi e di orientamento possono essere promossi unicamente da soggetti in possesso degli specifici requisiti preventivamente determinati dalle norme regionali in funzione d'idonee garanzie all'espletamento di tali iniziative. In assenza di regolamentazioni regionali, invece, trovano applicazione i criteri di selezione dei soggetti promotori secondo l'articolo 18 della legge n. 196/1997 (pacchetto Treu) e relativo regolamento di attuazione (dm n. 142/1998). Il fine della nuova disciplina è quella di evitare abusi nella attivazione dei tirocini che, in non pochi casi, sono promossi da soggetti privi dei requisiti minimi di affidabilità. Accanto alle norme specifiche in materia di tirocinio, tuttavia, aggiunge il ministero, occorre richiamare in ogni caso la normativa vigente in materia di organizzazione e disciplina del mercato del lavoro che, in quanto a suo tempo concordata in sede Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e Province autonome, costituisce la cornice di riferimento dell'intervento regionale sul mercato del lavoro. A tal proposito, l'articolo 2, lettera b), del dlgs n. 276/2003 definisce l'intermediazione come «l'attività di mediazione tra domanda e offerta di lavoro, anche in relazione all'inserimento lavorativo dei disabili e dei gruppi di lavoratori svantaggiati, comprensiva tra l'altro: della raccolta dei curricula dei potenziali lavoratori; della preselezione e costituzione di relativa banca dati; della promozione e gestione dell'incontro tra domanda e offerta di lavoro; della effettuazione, su richiesta del committente, di tutte le comunicazioni conseguenti alle assunzioni avvenute a seguito della attività di intermediazione; dell'orientamento professionale; della progettazione ed erogazione di attività formative finalizzate all'inserimento lavorativo». Pertanto, conclude il ministero, i soggetti abilitati all'attività d'intermediazione possono promuovere tutte i diversi tipi di tirocini (come, per esempio, quelli di cui all'articolo 18 della legge n. 196/1997 e all'articolo 11, comma 2, della legge n. 68/1999), fatta eccezione per quelli curriculari e fermo restando il rispetto delle nuove norme di cui alla manovra di fine estate.

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