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Anonimo chi paga fino a 1.000

del 21/09/2011
di: di Luigi Chiarello e Fabrizio Vedana
Anonimo chi paga fino a 1.000
Anonimato per chi effettua pagamenti fino a mille euro. E le spese addebitate ai clienti per la transazione dovranno essere realistiche. Domattina il consiglio dei ministri vaglierà un nuovo schema di decreto legislativo, per il recepimento della direttiva europea relativa ai servizi di pagamento. Il provvedimento contiene nuove regole e controlli per gli istituti di pagamento. E consente agli intermediari attivi di effettuare e ricevere pagamenti per importi sino a mille euro senza doversi più preoccupare di chiedere il nominativo dell'ordinante del pagamento. La deroga rappresenta una novità importante ed è figlia del recepimento da parte del Governo italiano dell'articolo 3, comma 6, lettera b) del regolamento CE n. 1781/2006, che prevede che tale particolare forma di «anonimato» nelle transazioni sia possibile nel rispetto delle seguenti condizioni. Il pagamento deve intervenire tra due intermediari dello stesso stato (nel nostro caso quindi deve trattarsi, ad esempio, di due banche italiane) ed entrambi devono essere sottoposti agli adempimenti previsti dalla vigente normativa antiriciclaggio ovvero al decreto legislativo 231/2007; in secondo luogo il prestatore del servizio di pagamento del beneficiario ovvero del soggetto, persona fisica o giuridica, che riceverà i soldi, deve essere in grado di risalire, attraverso un numero unico d'identificazione, al trasferimento di fondi effettuato e quindi all'identificazione del soggetto che ha effettuato il pagamento; infine la transazione non deve superare i 1.000 euro. Spetterà poi alla Banca d'Italia dettare regole procedurali ulteriori al fine di rendere concretamente attuabile la citata nuova normativa. Al riguardo già nei mesi scorsi la citata Autorità di Vigilanza aveva provveduto a diffondere in bozza un documento di consultazione attuativo proprio del Regolamento comunitario del 2006 che ora il Governo si appresta a recepire nei termini sopra descritti. Lo schema di decreto, però, contiene altre importanti novità destinate ad incidere soprattutto sui neonati istituti di pagamento. Molte sono, infatti, le modifiche ed integrazioni fatte sugli articoli 114-novies e seguenti del dlgs 385/93 ovvero nella sezione del testo unico bancario dedicata proprio agli istituti di pagamento. Tra le modifiche più significative si segnalano le seguenti: introduzione, nell'articolo 114-terdecies, comma 4, di una nuova previsione normativa in forza della quale gli amministratori degli istituti di pagamento dovranno redigere un separato rendiconto relativamente al patrimonio destinato. Tale rendiconto andrà allegato al bilancio e dovrà essere redatto secondo i principi contabili internazionali. Di grande importanza per il settore anche il nuovo comma 4-bis inserito nell'articolo 114-decies del Testo Unico Bancario. Il nuovo comma, infatti, prevede che gli istituti di pagamento esteri possano operare in Italia nel rispetto di regole e, in alcuni casi, previo rilascio di una specifica autorizzazione della Banca d'Italia. La nuova norma dovrebbe impedire o comunque meglio regolare l'offerta in Italia dei nuovi servizi di pagamento da parte di soggetti esteri autorizzati nel rispettivo Paese di origine; obiettivo della norma pare quindi essere quello di evitare i cosiddetti disallineamenti normativi ovvero forme di concorrenza «sleale» da parte di operatori esteri non adeguatamente vigilati e regolamentati.

Rilevante anche il nuovo articolo 126-ter del Testo Unico Bancario, che più di altre disposizione sarà destinato ad incidere nei rapporti tra istituiti di pagamento e clienti: viene infatti introdotto il principio per cui le spese ed i costi addebitati ai clienti devono essere adeguate e conformi ai costi effettivi sostenuti dalla società che presta il servizio di pagamento. Di grande rilievo sul piano degli assetti organizzativi e contabili degli istituti di pagamento sono, infine, le innovazioni apportate all'articolo 114-duodecies per quanto riguarda i conti di pagamento. Agli istituti di pagamento è richiesto di registrare per ciascun cliente in apposite poste del passivo, nel rispetto delle modalità stabilite dalla Banca d'Italia, le somme di denaro della clientela in appositi conti di pagamento utilizzati esclusivamente per la prestazione dei servizi di pagamento.

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