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Il fisco è un bivio

del 20/09/2011
di: di Luigi Oliveri
Il fisco è un bivio
Dirigenti a tempo determinato, Agenzia delle entrate al bivio. È stata notificata la sentenza del Tar Lazio, Sezione II, 1 agosto 2011, n. 6884 che ha annullato 767 (su un totale di 1.100) incarichi dirigenziali conferiti dall'Agenzia a personale interno, non in possesso della qualifica dirigenziale, in applicazione dell'articolo 19, comma 6, del dlgs 165/2001. A questo punto, l'Agenzia ha di fronte a sé due scelte. Impugnare la decisione del Tar entro 60 giorni, per chiederne la revisione al Consiglio di stato, oppure dare immediatamente corso alla decisione, reintegrando nei loro ranghi i funzionari illegittimamente beneficiati di incarichi dirigenziali e avviando le procedure concorsuali per coprire i posti vacanti di dirigente.

Nel primo caso, l'Agenzia dovrà curarsi di chiedere ai giudici di Palazzo Spada in via cautelare la sospensione degli effetti della sentenza di primo grado, in quanto essa è immediatamente esecutiva. Una terza via non può escludersi: l'attivazione di un'iniziativa legislativa, volta a «sanare» gli incarichi dirigenziali illegittimi. Occorre ricordare che la sentenza del Tar Lazio ha messo per la prima volta bene in evidenza l'illegittimità della prassi estremamente diffusa nella pubblica amministrazione di assegnare incarichi dirigenziali a personale interno privo di qualifica dirigenziale, determinando un vero e proprio abuso dell'articolo 19, comma 6, del dlgs 165/2001. Tale norma ammette, in realtà, la possibilità anche di conferire incarichi a personale interno. Ma, il tutto dovrebbe essere ricondotto agli stretti margini di legittimità di un tale operato. In primo luogo occorrerebbe rispettare le percentuali ridotte entro le quali incarichi simili sono ammessi, pari all'8% della dotazione organica dei dirigenti. Percentuale ampiamente violata. In secondo luogo, l'incarico a personale esterno, o interno, dovrebbe essere del tutto eccezionale e giustificato non dalla mera appartenenza ai ruoli dell'amministrazione conferente, ma dal possesso di requisiti di professionalità assolutamente particolari e peculiari, tali da giustificare una «promozione sul campo», invece di passare attraverso la selezione concorsuale, obbligatoria ai sensi dell'articolo 97 della Costituzione. La prassi seguita dall'Agenzia e tante altre amministrazioni, censurata dal Tar Lazio, ha negli anni conculcato la possibilità di selezionare in maniera oggettiva e seria tanti dirigenti pubblici, costruendo una dotazione di dirigenti «precari», con potenziale scarsa autonomia, vista la forte dipendenza dall'organo di governo che volta in volta li ha beneficiati con gli incarichi fiduciari. Si vedrà quale sarà l'iniziativa difensiva dell'Agenzia. La riforma Brunetta, intervenuta decisamente per limitare gli incarichi dirigenziali fiduciari, ha perso l'occasione per eliminare dall'articolo 19, comma 6, del dlgs 165/2001 la disposizione che consente la cooptazione come dirigenti dei funzionari interni. La sentenza del Tar Lazio, insieme con la consolidata giurisprudenza della Consulta contraria agli incarichi fiduciari, fornisce l'occasione per ripensare seriamente la norma.

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