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Procedura invalida, fallimento nullo

del 14/09/2011
di: La Redazione
Procedura invalida, fallimento nullo
L'invalidità della procedura prefallimentare per mancata o inesatta convocazione del debitore annulla la sentenza di fallimento e in generale tutti gli atti precedenti e successivi. Lo ha stabilito la Cassazione che, con la sentenza numero 18762 del 13 settembre 2011, ha respinto il ricorso della curatela del fallimento di una srl di Cagliari che aveva ottenuto la nullità della sentenza per inesattezze nella procedura prefallimentare, in particolare nella convocazione dell'imprenditore.

Nelle motivazioni la prima sezione civile ha tracciato alcune caratteristiche della procedura prefallimentare che non può paragonarsi, dicono i giudici, «a un processo di cognizione ordinaria, essendo essa di natura inquisitoria, compatibile con la necessaria audizione delle parti, pur nella sommarietà delle prove acquisibili, tra cui quelle rilevabili e attuabili d'ufficio dal giudice». La procedura prefallimentare mira, insomma, ad accertare con celerità e senza cognizione piena la sussistenza «attuale» dei presupposti per la dichiarazione di fallimento dell'imprenditore. In questi modo la conseguente sentenza positiva costituisce il punto d'avvio per il giudizio di cognizione ordinaria in ordine a quegli stessi presupposti. È evidente, quindi, che la nullità della procedura prefallimentare, pronunciata dalla Corte di appello, «travolge tutti gli atti consequenziali, ivi inclusi il giudizio di cognizione di primo grado, la sentenza relativa ed il giudizio di secondo grado (art 159 c.p.c.), mentre non fa neppure salvi situazioni, fatti ed effetti riferibili alla fase anteriore, che possano valere come vincoli assoluti per il giudice fallimentare riguardo ad una nuova dichiarazione di fallimento». Al contrario, quel giudice, nell'ipotesi di inizio di una nuova fase procedimentale prefallimentare, deve riferirsi all'attualità delle situazioni su cui fondare l'accertamento dei presupposti della dichiarazione di fallimento.

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