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Banca: per la compensazione il libretto non è garanzia

del 13/09/2011
di: La Redazione
Banca: per la compensazione il libretto non è garanzia
La banca non ha diritto alla compensazione del credito con l'impresa che, a garanzia del suo adempimento, ha vincolato un libretto di deposito al risparmio o un titolo di credito. A meno che non sia contrattualmente prevista l'opportunità per l'istituto di disporre del relativo diritto. Lo ha affermato la Corte di cassazione con la sentenza numero 18597 del 12 settembre 2011. La Corte ha respinto il ricorso di una banca che aveva trattenuto le somme depositate da un'impresa, poi fallita, su un libretto di risparmio, sostenendo di essere titolare di un pegno irregolare. Una tesi che non ha convinto il Tribunale e la Corte d'appello di Napoli che hanno ordinato all'istituto di credito la restituzione delle somme trattenute. Ora la Cassazione ha confermato e reso definitiva la decisione. In particolare la prima sezione civile ha motivato che «qualora il cliente della banca vincoli, a garanzia del proprio adempimento, un titolo di credito o un documento di legittimazione individuati, quale un libretto di deposito al risparmio, anche al portatore, e non conferisca alla banca il potere di disporre del relativo diritto, si esula dall'ipotesi del pegno irregolare e si rientra invece nella disciplina del pegno regolare in base alla quale la banca non acquisisce la somma portata dal titolo o dal documento, con l'obbligo di riversare il relativo ammontare, ma è tenuta e a restituire il titolo o il documento». In altri termini il creditore assistito da pegno regolare è tenuto a insinuarsi nel passivo fallimentare, ai sensi dell'articolo 53 della lf, per il soddisfacimento del proprio credito, dovendosi escludere la compensazione che invece opera nel pegno irregolare come modalità tipica di esercizio della prelazione.
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