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Dati catastali, riutilizzo in libertà

del 10/09/2011
di: di Fabrizio G. Poggiani
Dati catastali, riutilizzo in libertà
Con decorrenza dallo scorso 1° settembre, via libera al riutilizzo dei documenti, dei dati e delle informazioni catastali e ipotecarie per fini commerciali o non commerciali diversi dallo scopo iniziale, con contestuale eliminazione dell'obbligo di versamento del contributo e della maggiorazione, dovuti precedentemente in tal caso.

Questa la conferma dell'Agenzia del territorio che, con la circolare 8/09/2011 n. 5/T, è intervenuta a commento delle novità introdotte, dal comma 4-bis, dell'art. 5, del decreto legge 13/05/2011 n. 70, convertito con modificazioni nella legge 12/07/2011 n. 106 (cosiddetto «decreto sviluppo»), avente a oggetto l'abolizione del divieto di riutilizzazione commerciale dei dati ipotecari e catastali.

Sul punto, il Territorio ricorda, innanzitutto, che in deroga alla generale entrata in vigore del decreto (giorno successivo a quello di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale), le disposizioni in commento, per specifica previsione legislativa, hanno effetto a decorrere dal 1° settembre scorso.

Al fine di comprendere al meglio l'interessante modifica, l'Agenzia ha ricordato che ben due leggi finanziarie avevano disciplinato, rispettivamente, (legge n. 311/2004) un divieto generale di riutilizzazione dei dati e documenti acquisiti dagli archivi del Territorio, introducendo tutti gli aspetti sanzionatori (sanzione amministrativa da tre o cinque volte i tributi dovuti o, in assenza di debito, una sanzione da 10 a 50 mila euro) e l'introduzione di un regime semplificato con rilascio di apposita autorizzazione (legge n. 296/2006).

Con la legge finanziaria per il 2007, inoltre, la riutilizzazione era stata condizionata al versamento di un importo fisso annuale determinato con decreto ministeriale ad hoc, con riferimento ai dati catastali o con l'applicazione di una maggiorazione (pari al 20% dell'importo dovuto) con riferimento ai dati ipotecari.

Con il decreto sviluppo, ricettivo dei principi generali fissati dalla direttiva del Parlamento e del Consiglio Ue n. 2003/98/Ce del novembre 2003, il legislatore ha abrogato il comma 367, dell'art. 1, della legge n. 311/2004 e, di conseguenza, abrogato il divieto di riutilizzazione, consentendo oggi di utilizzare anche per fini commerciali i dati, i documenti e le informazioni catastali e ipotecarie per ulteriori scopi, oltre a quello iniziale, soprattutto per finalità di ordine tributario, senza effettuare il versamento dell'importo fisso annuale.

L'obiettivo, più volte dichiarato, è quello di «… liberalizzare e agevolare la circolazione delle informazioni, fermo restando il necessario rispetto della normativa in materia di dati personali …», ma sul punto si è reso necessario modificare, inoltre, la tabella inerente alle tasse ipotecarie, con efficacia dall'1/9/2011, con la soppressione della voce «ricerca continuativa» e l'introduzione, tra le operazioni soggette al tributo del «tentativo di accesso non produttivo», ovvero il tentativo senza esito, finalizzato a individuare una nota o un titolo, come riferibili a un determinato soggetto; per ogni tentativo con esito negativo il tributo viene ora applicato nella misura di 0,15 euro.

Per quanto concerne le modifiche alle operazioni già incluse nella tabella indicata, il documento di prassi evidenzia la riduzione del tributo (da 4 a 1 euro) per il rilascio dell'elenco dei soggetti presenti nelle formalità di un determinato giorno, naturalmente applicabile con decorrenza dall'entrata in vigore delle nuove disposizioni (1/9/2011), con estensione ai servizi richiesti da soggetti destinatari di provvedimenti giudiziali emanati con riferimento alla precedente tariffa.

Inoltre, ulteriori modifiche riguardano le ispezioni effettuate nell'ambito di ogni singola circoscrizione di pubblicità immobiliare, quelle riferibili a ogni gruppo di formalità contenute nell'elenco sintetico, eccedenti le prime 30, e le certificazioni tributarie, mentre restano confermati gli importi dovuti per ogni titolo o nota stampati.

Infine, il Territorio evidenzia che l'attuale formulazione della tabella delle tasse ipotecarie è sicuramente più chiara e univoca rispetto alla precedente, che consente di superare le interpretazioni inerenti l'imponibilità degli atti soggetti, per effetto della presenza di una locuzione fin troppo generica («… per ogni stato o certificato …»).

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