Consulenza o Preventivo Gratuito

Il futuro è nella green economy

del 09/09/2011
di: da Bari Pagina a cura di Lorenzo Morelli
Il futuro è nella green economy
Sono un milione i nuovi posti di lavoro nella green economy entro il 2020. È la previsione che emerge da un'indagine realizzata dall'Istituto di economia e politica dell'energia e dell'ambiente, Iefe Bocconi e dal Centro studi Cni, presentata nell'ambito del 56° Congresso nazionale degli ingegneri che si conclude oggi a Bari. Secondo la ricerca sul piatto ci sarebbero 800 mila posti nel settore dell'efficienza energetica, mentre gli altri 200 mila saranno indirizzati sulle energie rinnovabili. In particolare saranno tra 20 e 40 mila i nuovi posti di lavoro per gli ingegneri nei prossimi dieci anni.

«Dall'ingegneria dello spreco a quella dell'intelligenza per innovare il sistema Italia», sono state le parole del sociologo Domenico De Masi intervenuto alla tavola rotonda, che ha sottolineato come gli ingegneri devono perdere il «vizio di inseguire lo sviluppo a ogni costo, per calarsi sempre più in un modello economico-sociale caratterizzato dalla decrescita. Il problema è l'eccessivo spreco», ha ribadito De Masi. Gli ingegneri devono assumere un nuovo approccio al mondo professionale basato in maniera prioritaria sulla limitazione degli sprechi e l'ottimizzazione dell'efficienza.

«In Italia si parla sempre di crescita, ogni tanto appare la crisi, poi si torna a parlare di ripresa dei mercati. All'estero la situazione è diversa, le opinioni si dividono in due grandi scuole. Da un lato ci sono quelli che guardano al futuro aspettando una crescita. Dall'altro lato c'è chi pensa che la corsa dell'Occidente, dopo secoli di primato incontrastato, sia arrivato al capolinea. Adesso tocca a paesi come Brasile e Cina a fare da traino. Non è una visione pessimistica, basta guardare i dati. Dal 1956 al 1966 l'Italia è cresciuta di 10 punti, dal 1966 al 1976 ha registrato +5 punti, negli anni a seguire è andata scemando tanto che nel prossimo anno la previsione è di +0,8 punti. Perché mai la crescita dovrebbe esplodere improvvisamente domani? Questo non significa che siamo davanti alla fine del mondo, significa che bisogna puntare su altre risorse cambiando l'approccio mentale. Bisogna iniziare a ragionare considerando quattro regole: risparmio, riciclaggio, recupero e riparazione. L'ingegneria del futuro deve progettare pensando alle nuove esigenze dell'uomo e del pianeta. Se aumenta la temperatura del pianeta di due gradi, 800 milioni di persone che vivono sulle coste dovranno lasciare le loro case, ci saranno cambiamenti epocali».

A questo proposito è intervenuto il presidente del Consiglio nazionale ingegneri, Giovanni Rolando, che ha anticipato alcuni contenuti della carta etica, presentata ufficialmente oggi. Il documento sarà ispiratore per gli ingegneri che si prefiggono di lavorare considerando che il pianeta è dato in prestito dalle future generazioni. Rolando precisa che gli ingegneri sono consapevoli delle loro responsabilità civili, ma è anche convinto che la politica possa fare di più. «L'Italia è una repubblica basata sul lavoro, ma alle volte sembra che sia basata sul voto. Con questo voglio dire che i politici non hanno visioni a lungo termine, ma guardano solo a breve termine per paura di prendere decisioni impopolari e perdere consenso elettorale. Invece, soprattutto in questo periodo, ci vuole coraggio». Il tema della crescita è affrontato anche da Sergio Ulgiati, professore all'università di Napoli, Parthenope, che ha sottolineato come un'immediata fonte di energia sia il risparmio energetico e la guerra agli sprechi anche in vista della mancanza di investimenti in ricerca a causa della crisi. È necessario che gli enti locali si facciano promotori delle nuove tecnologie per produrre energia rinnovabile. Infatti non si deve puntare al gigantismo, ma è meglio puntare su piccoli progetti mirati. La politica deve essere sollecitata da una manovra corale e unitaria.

vota