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Commissioni tributarie, cade l'incompatibilità per i professionisti

del 07/09/2011
di: Valerio Stroppa
Commissioni tributarie, cade l'incompatibilità per i professionisti
Cade l'incompatibilità per i liberi professionisti nelle commissioni tributarie. Per far scattare il divieto a rivestire il ruolo di giudice non sarà più sufficiente la sola iscrizione all'albo. Il professionista dovrà pure esercitare, anche in forma non individuale, attività in materia tributaria, bilancistica o contabile. Dopo la decisa stretta operata dall'articolo 39 del dl n. 98/2011, quindi, il dietrofront tanto atteso da migliaia di giudici tributari (anticipato da ItaliaOggi del 22 luglio 2011) è arrivato, con un emendamento alla manovra-bis approvato durante l'esame presso la V commissione del senato.

A palazzo Madama è stata lievemente alleggerita anche la norma che regola l'incompatibilità «parentale»: finora si disponeva che non potessero essere componenti di commissione tributaria i coniugi, i conviventi, gli affini in primo grado o i parenti fino al terzo grado di soggetti che, iscritti in albi professionali, esercitassero attività di consulenza in materia tributaria o contabile nei territori confinanti con quello dove ha sede la commissione in cui opera il giudice. Ora, alla luce della modifica apportata in senato, il grado di parentela si riduce, scendendo al secondo grado.

Ma è la norma che «salva» i rappresentanti del mondo delle professioni a far tirare un sospiro di sollievo alla maggior parte dei giudici tributari attualmente in carica: commercialisti e avvocati in primis, ma anche ragionieri, consulenti del lavoro, come pure altre categorie tecniche in materia di terreni (periti agrari, agronomi, dottori in agraria), immobili (ingegneri, architetti, geometri, periti edili) e dogana (spedizionieri). Soltanto chi esercita materialmente l'attività dovrà rinunciare a far parte dei collegi, oppure rimuovere la causa ostativa: in particolare, l'incompatibilità «professionale» colpisce oggi i soggetti che, in qualsiasi forma, anche se in modo saltuario o accessorio, «esercitano la consulenza tributaria, detengono le scritture contabili e redigono i bilanci, ovvero svolgono attività di consulenza, assistenza o di rappresentanza, a qualsiasi titolo e anche nelle controversie di carattere tributario, di contribuenti singoli o associazioni di contribuenti, di società di riscossione dei tributi o di altri enti impositori».

Si ricorda che, come previsto dal dl n. 98/2011, i giudici che entro il 31 dicembre 2011 non avranno eliminato la causa di incompatibilità perderanno il posto. La decadenza, tuttavia, non sarà automatica, in quanto sarà sempre necessario il provvedimento dichiarativo da parte del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria.

Infine, va sottolineato che, sempre per effetto del dl n. 98/2011, il Cpgt ha già provveduto a bandire il concorso riservato ai magistrati togati in servizio che mette a disposizione 960 posti vacanti presso Ctp e Ctr. Il bando è stato pubblicato sulla G.U. Concorsi del 16 agosto 2011 ed è riservato ai magistrati ordinari, amministrativi, militari e contabili che non siano già in forza alla giustizia tributaria (si veda ItaliaOggi del 19 agosto 2011). Gli interessati potranno presentare domanda di partecipazione ai concorsi entro il 15 settembre.

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