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Ordini, il restyling è già in corso

del 06/09/2011
di: La Redazione
Ordini, il restyling è già in corso
La manovra finanziaria aggiuntiva sta facendo il suo rapido percorso parlamentare. Il mese di agosto è trascorso con un costante stato d'allerta per le libere professioni. La presidente del Consiglio nazionale e del Cup, Marina Calderone, è dovuta intervenire frequentemente in fase di stesura del decreto legge 138/11 che contiene misure di modernizzazione del sistema ordinistico. Nel rispondere ad alcune domande, chiarisce anche la portata del provvedimento stesso.

Domanda. Presidente, uno dei punti maggiormente discussi è la chiara e netta distinzione, contenuta nel decreto, tra ordini e imprese

Risposta. Il decreto mette in evidenza la separazione tra ordini professionali e imprese, differenza peraltro prevista dalla Costituzione con l'esame di stato la cui valenza viene ribadita dall'articolo 3 della manovra. È uno spartiacque di cui se ne sentiva l'esigenza e che ribadisce l'importanza del sistema ordinistico per il nostro paese. Era una delle richieste fatte al Ministro di Giustizia nello scorso mese di luglio, quando abbiamo presentato i principi-cardine della riforma delle professioni. Principi che oggi sono per lo più riprodotti nella formulazione dell'articolo 3. È fondamentale che in una norma così importante venga ribadito il discrimine tra professionisti e imprese, con la sottolineata centralità dell'esame di stato valido per l'accesso agli ordini.

D. Si è parlato anche della riforma dell'art. 41 della Costituzione. Deve preoccupare gli Ordini professionali?

R. L'articolo 41 parla della libertà della iniziativa economica che non vedo perchè non debba riguardare i professionisti. Ovviamente è sempre necessario ribadire che la natura del libero professionista è diversa da quella dell'imprenditore. Lo dice il codice civile, lo dice l'ordinamento, lo dice principalmente la nostra Costituzione. Su questo non è necessario una guerra di principio considerato che è tutto chiaro. L'articolo 41 è certamente applicabile ai professionisti. Cioè tutti devono avere la libertà di intraprendere la libera professione ma - ovviamente - nel rispetto delle regole previste dai vari ordinamenti, dei percorsi formativi e dell'esame di stato.

D. Grosse novità anche in materia di praticantato...

R. È il momento in cui un ragazzo decide di diventare libero-professionista. È il momento in cui il giovane si forma ma anche il momento in cui entra a contatto con il mondo del lavoro. Per questo è fondamentale la prevista interazione con il mondo dell'Università. L'altro passaggio molto importante è la previsione dell'equo compenso per il praticante in base all'apporto dato allo studio professionale.

D. Si discute molto anche di tariffe...

R. Sul tema vige già la legge Bersani che ha eliminato i minimi inderogabili nel 2006. Con la manovra attuale si è favorita la previsione della pattuizione tra cliente e professionista, che deve rendere edotto il cliente delle caratteristiche dell'incarico che andrà ad assumere compresa la quantificazione del proprio compenso. È un passaggio importante a tutela del cliente e della collettività. Così come è fondamentale la previsione che in assenza di pattuizioni o nel caso di gare pubbliche o di liquidazioni giudiziarie non fungono solo da riferimento ma da vero e proprio obbligo di rispetto delle stesse.

D. Un'ulteriore novità contenuta nella manovra riguarda l'obbligatorietà della polizza di responsabilità civile per i liberi professionisti.

R. È a garanzia per tutti perchè è un atto di civiltà che tutela il cliente, in modo che il rapporto sia improntato alla massima trasparenza e garanzia. Ma tutela lo stesso professionista nel caso di eventuali situazioni critiche.

D. E poi la Formazione Continua che anch'essa diventa obbligatoria

R. È un obbligo voluto dagli ordini perché è giusto puntare ai percorsi di formazione continua obbligatoria . L'aggiornamento è fondamentale per raccogliere e fronteggiare le sfide che arrivano giornalmente dalle mutate condizioni normative. È giusto dunque che ci sia un controllo deontologico a tutela della prestazione professionale di qualità.

D. Altro argomento che ha creato dibattito è la novità del potere disciplinare separato dalla gestione dei consigli locali.

R. È una variazione importante perché pone una demarcazione precisa tra il potere politico-amministrativo, che continueranno a gestire i consigli locali, e il potere disciplinare assegnato ad appositi collegi separati con incompatibilità tra i ruoli di componenti dei due enti. Non perché vi fossero in materia particolari problemi o difficoltà nella gestione del potere disciplinare da parte dei consigli locali. Ma così si va incontro ad una richiesta modernizzazione del sistema ordinistico, un sistema in cui non c'è certamente la volontà di proteggere chi incappa in violazioni deontologiche. Per noi è fondamentale far comprendere che la normativa che regola gli ordini non è a tutela degli iscritti ma della collettività a cui sono indirizzati i servizi professionali degli iscritti stessi. L'Ordine non tutela i propri iscritti ma gli interessi generali

D. Quando entreranno in vigore queste norme?

R. È bene sottolineare che queste misure entreranno in vigore solo tra 12 mesi, cioè solo che dopo i vari ordinamenti saranno stati adeguati alle nuove previsioni contenute nel decreto legge 138/2011. Gli ordini professionali sono infatti istituiti e regolamentati con leggi dello Stato e ci vuole norma di eguale rango per modificarle. In attesa tutto rimane come è ora.

D. Quindi anche la legge 12/79, che regolamenta la professione di consulente del lavoro, sarà adeguata seguendo questi principi?

R. Ovviamente, anche nell'ordinamento dei consulenti del lavoro saranno introdotte le novità previste dalla manovra finanziaria. La nostra categoria da diversi anni ha intrapreso un percorso di modernizzazione, al punto che saranno realmente molto poche le modifiche da apportare considerato che la maggior parte delle nuove previsioni sono già contenute nella nostra legge ordinamentale.

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