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Il super redditometro è fai-da-te

del 03/09/2011
di: di Duilio Liburdi
Il super redditometro è fai-da-te
Nella manovra-bis c'è, di fatto, l'attuazione del redditometro almeno dal periodo di imposta 2011 in avanti: attraverso la comunicazione degli estremi dei rapporti finanziari e l'incrocio con i beni intestati a società ma usufruiti da persone fisiche, l'unico tassello mancante è la disponibilità dei beni direttamente intestati al contribuente e la casistica delle spese sostenute. Che, peraltro, potrebbe diventare direttamente desumibile dall'analisi del conto corrente, sotto forma di esborso diretto ovvero di prelievo. Ulteriore conseguenza della previsione contenuta nell'emendamento è una semplificazione, ma solo per l'amministrazione finanziaria, nell'acquisizione dei dati: da questo potrebbe derivare una forte accelerazione agli accertamenti che, come noto, dal prossimo 1° ottobre saranno anche immediatamente esecutivi.

La manovra estiva, dunque, attraverso l'intervento sui conti correnti bancari e più in generale sulla necessità di indicare nelle dichiarazioni dei redditi ed Iva gli estremi delle attività finanziarie detenute dai contribuenti, ha l'obiettivo di rendere più agevole l'attività di accertamento. Tralasciando eventuali problematiche (comunque non di poco conto) con riferimento alla privacy, anche le sole conseguenze di natura tributaria appaiono di grandissimo rilievo.

Effetti sul redditometro. Con le dichiarazioni dei redditi ed Iva viene acquisito un dato in anagrafe tributaria che è, appunto, quello relativo agli estremi delle attività finanziarie in relazione all'intermediario presso il quale le stesse sono esistenti. E' questo un dato che l'agenzia delle entrate ha già a disposizione in quanto proveniente dagli intermediari stessi ma, evidentemente, lasciare al contribuente l'onere di indicarlo, fa risparmiare tempo. Sul punto, peraltro, andrebbe analizzata la compatibilità della richiesta in questione con lo statuto dei diritti del contribuente proprio in relazione a dati già in possesso dell'amministrazione finanziaria, uno degli aspetti qualificanti della prima manovra estiva, vale a dire il dl 70 del 2011.

Le liste selettive e l'accertamento. Una volta acquisiti gli estremi e secondo le previsioni dell'emendamento una volta formate le liste selettive, l'acquisizione dei dati effettivi consente, immediatamente, di confrontare la disponibilità finanziaria con quanto dichiarato dal contribuente. La composizione del quadro complessivo, anche ai fini del redditometro, passa poi dalla individuazione dei beni che sono direttamente a disposizione del contribuente (ad esempio mediante l'acquisizione degli atti registrati) ovvero delle spese sostenute in linea con quanto previsto dal riformato articolo 38 del dpr n. 600 del 1973. Il quadro complessivo, tenendo conto anche della ulteriore previsione in base alla quale dovranno essere segnalate all'agenzia delle entrate quelle disponibilità in capo alle persone fisiche laddove i beni siano riferiti, solo formalmente, a soggetti societari appare in modo sufficientemente chiaro: saranno sempre di più e sempre più velocemente acquisibili i dati a disposizione dell'amministrazione finanziaria per confezionare una rettifica nei confronti del contribuente. Passando anche, in qualche caso, da procedure che suscitano più di una perplessità. In concreto, dunque, lo scenario potrebbe essere questo:

un confronto tra il dato di natura finanziaria e quanto dichiarato dal contribuente;

una «ipotesi» di accertamento che potrebbe sfociare, ad esempio, in un invito diretto al contraddittorio in linea con le nuove previsioni in materia di redditometro.

Tutto questo, come accennato, a far data dal periodo di imposta 2011 in quanto, evidentemente, in relazione alle dichiarazioni il cui termine di presentazione scade il prossimo 30 settembre, non vi è materialmente la possibilità di indicare nel modello Unico 2011 gli estremi dei dati di natura finanziaria. Più in generale, va osservato come la riforma del redditometro non sia stata portata ancora a conclusione nonostante i reiterati annunci sul fatto del suo varo e sulla identificazione, ad esempio, di quei beni che possono rappresentare in maniera esatta la capacità contributiva della persona fisica.

Quello contenuto nella manovra estiva è dunque un intervento di impatto decisamente rilevante che rappresenta un ulteriore tassello nel complessivo quadro delle modifiche normative in tema di accertamento che si sono via via succedute nel corso degli anni ragionando, ad esempio, anche sull'ampliamento di istituti quali quello dell'accertamento parziale di cui all'articolo 41 bis del dpr n. 600 del 1973 all'interno del quale si richiamano, esplicitamente, alcune fasi procedurali legate all'acquisizione dei dati di natura finanziaria che ora sono demandate alla indicazione diretta da parte del contribuente nell'ambito della dichiarazione dei redditi. Più in generale, sempre in relazione all'istituto dell'accertamento parziale, la norma afferma come ogni elemento in possesso dell'anagrafe tributaria possa essere utilizzato per la rettifica da parte dell'amministrazione finanziaria rispetto a quanto dichiarato dal contribuente.

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