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Dalle coop un gettito a più 10%

del 03/09/2011
di: di Fabrizio G. Poggiani
Dalle coop un gettito a più 10%
Con la manovra di Ferragosto, l'incremento del gettito tributario delle cooperative supererà il 10%, stante l'ulteriore previsione destinata, in modo assolutamente trasversale, a tutte le cooperative e che prevede l'esclusione limitata, nella misura ridotta del 90%, della riserva legale alla formazione del reddito imponibile.

Questo ciò che emerge dalla lettura di un emendamento (36-ter) al dl. 138/2011 e della relativa relazione tecnica, concernente l'innalzamento delle quote di utili tassabili realizzati dalle cooperative a mutualità prevalente e di consumo (ItaliaOggi, 2/09/2011).

In effetti, l'emendamento incriminato prevede la modifica del comma 1, dell'art. 6, del dl n. 63/2002, con la sostituzione delle parole «… si applica in ogni caso alla quota degli utili netti annuali …» con «… non si applica alla quota del 10 per cento degli utili annuali …». Tale modifica interviene in modo sostanziale sui contenuti dell'art. 12, della legge n. 904/1977 che attualmente dispone la non concorrenza (100%) alla formazione del reddito imponibile delle quote di utili netti annuali destinati alla riserva indivisibile, che il citato comma 1, dell'art. 6, dl 15/04/2002 n. 63 individua nella «… riserva minima obbligatoria …». Per quanto appena indicato si deve far riferimento, necessariamente, alla riserva legale, di cui all'articolo 2545-quater c.c., che, a prescindere dall'ammontare della stessa, il legislatore civilistico ha previsto di incrementare annualmente con almeno il 30% degli utili netti annuali.

Il combinato disposto del citato comma 1, art. 6, dl n. 63/2002 e dell'art. 12, legge n. 904/1977 permette, nella versione vigente, di escludere dalla tassazione il 100% della quota (30%) destinata alla formazione della riserva minima obbligatoria; per esempio, posto l'utile fissato a 1.000, attualmente almeno 300 sarebbero destinati a riserva legale e, di conseguenza, esclusi dall'imponibilità, con la conseguenza che per determinate tipologie di enti mutualistici (cooperative sociali), che restano al di fuori dell'obbligo di tassare una quota minima degli utili (20% o 30% o 55%), si rendono applicabili le agevolazioni consistenti nella totale esclusione da tassazione delle somme destinate alla riserva legale e alle riserve indivisibili, di cui al citato art. 12, legge n. 904/1977, delle somme destinate ai fondi mutualistici, di cui all'art. 11, legge n. 59/1992, nonché della non imponibilità della quota Ires, di cui al comma 10, dell'art. 21, legge n. 449/1997 e della quota di Irap (se anche cooperativa di produzione e lavoro), di cui all'art. 11, dpr n. 601/1973.

Nella situazione attuale, l'esclusione dalla tassazione delle quote di utili netti destinati alla formazione della riserva obbligatoria e di quelle indivisibili resta estesa a tutte le altre tipologie, ancorché le stesse debbano assicurare una quota minima di utili tassabili ovvero il 20% per le cooperative agricole e della piccola pesca e loro consorzi, il 30% delle cooperative a mutualità prevalente e il 55% delle cooperative di consumo.

In aggiunta, per le cooperative di produzione lavoro si rendono applicabili le disposizioni prescritte dall'art. 11, dpr n. 601/1973 con la possibile deduzione dal reddito imponibile della quota del 100% (o del 50%) dell'Irap accantonata, mentre per le cooperative a mutualità diversa (o non prevalente), le agevolazioni risultano alquanto contenute con la possibilità, attuale, di beneficiare di una detassazione (se prevista statutariamente) della quota di accantonamento alla riserva legale (30%) e della quota relativa al versamento (3%) ai fondi mutualistici. Posto quanto appena indicato la modifica introdotta, che interviene sul comma 1, dell'art. 6, del dl n. 63/2002, come si evince più chiaramente dalla relazione tecnica allegata agli emendamenti, tende a «… ridurre del 10 per cento l'attuale esclusione dalla formazione del reddito imponibile dell'ammontare degli utili netti annuali destinati alla riserva minima obbligatoria per le cooperative a mutualità prevalente e per quelle diverse da quelle a mutualità prevalente (…) che diventerà quindi un'esclusione al 90 per cento …».

Di conseguenza è abbastanza chiaro, senza possibilità di individuare strade alternative anche ricorrendo all'esempio riportato nella relazione tecnica, che l'obiettivo perseguito dal governo è quello di prevedere l'assoggettamento a Ires (27,5%) del 10% della quota destinata alla riserva obbligatoria (30% per le cooperative a mutualità prevalente o diversa e 70% delle banche di credito cooperative) e, peraltro, in modo «trasversale» per tutte le tipologie, comprese quelle che apparentemente non hanno subito dalla manovra alcun innalzamento della quota tassabile di utili, come le cooperative agricole, le cooperative sociali, di cui alla legge n. 381/1991 e le cooperative a mutualità diversa.

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