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Giustizia, piccolo non è più bello

del 01/09/2011
di: di Antonio Ciccia
Giustizia, piccolo non è più bello
Mannaia sugli uffici giudiziari. Addio alle sezioni distaccate di tribunale. Stop al giudice di pace nei piccoli comuni, a meno che i comuni interessati non si accollino tutte le spese e non forniscano il personale amministrativo. Si salveranno certamente i tribunali dei capoluoghi di provincia (tutti quelli esistenti al 30 giugno 2011 e, quindi, al netto di eventuali future abolizioni). Anche le procure saranno tagliate e il pubblico ministero potrà svolgere le proprie funzioni presso più tribunali (salta la corrispondenza un tribunale-una procura).

Con un emendamento alla manovra economica di Ferragosto (decreto legge 138/2011) il ministro della giustizia, Francesco Nitto Palma, ridisegna, con la falce, la geografia giudiziaria e introduce una delega, che il governo dovrà esercitare entro un anno. Vediamo i punti cardine della manovra Nitto, che sembra raccogliere proposte formulate dallo stesso consiglio superiore della magistratura (Csm).

RIDUZIONE UFFICI GIUDIZIARI

Gli uffici di primo grado vanno ridotti e accorpati. Sarà garantito il tribunale ordinario nei circondari dei comuni capoluogo di provincia alla data del 30 giugno 2011. La futura abolizione di questi enti locali intermedi non avrà alcun riflesso sulla scelta dei tribunali da mantenere.

Per stabilire la sede dei tribunali superstiti bisognerà tenere conto di alcuni parametri, tra cui l'estensione dei territori, i carichi di lavoro, il numero di procedimenti che ogni anni alimentano gli uffici, il numero di abitanti, il tasso di criminalità.

A essere toccate dalla razionalizzazione organizzativa sono anche le procure, tenendo d'occhio l'obiettivo di accorpare più uffici di procura, anche se i tribunali rimarranno in piedi: in questo caso i pubblici ministeri eserciteranno le funzioni presso più tribunali. Per le sezioni distaccate di tribunale, poi, i giorni sono contati (se ne è parlato tanto, ma stavolta dovrebbe essere quella definitiva): per lo più verranno soppresse e solo in alcuni casi sopravviveranno. Peraltro, in ambiti provinciali estesi la soppressione delle sezioni distaccate (a loro volta in molti casi eredi delle vecchie preture) provocherà per il cittadino la necessità di spostarsi, non solo per il contenzioso, ma anche per la richiesta di certificazioni o pratiche amministrative (dai certificati del casellario alle autentiche di documenti). D'altra parte pare sicuramente sovradimensionato il numero delle sezioni distaccate: sono 217 e alcune hanno un numero di magistrati ridottissimo, talvolta uno solo, coperto molto spesso da un magistrato onorario. In materia, richieste di razionalizzazione sono state avanzate anche dallo stesso organo di autogoverno della magistratura, il Csm. Si può a questo proposito richiamare la risoluzione del 13 gennaio 2010, nella quale il Consiglio evidenziava che 88 tribunali presentavano un organico inferiore a venti unità, 59 tribunali avevano un organico tra venti e cinquanta e solo 18 tribunali disponevano di un organico superiore a cinquanta unità. Il Csm nella risoluzione citata ha stimato necessario per i tribunali ordinari di primo grado prospettare piante organiche dalle venti alle quaranta unità.

Nell'emendamento Nitto alla fine della ridefinizione dei confini territoriali ciascuna corte di appello dovrà comprendere non meno di tre tribunali e relative procure della repubblica.

La riorganizzazione non dovrà essere, poi, frenata da resistenze del personale amministrativo e dei magistrati: non ci sono diritti intoccabili. I magistrati e il personale amministrativo faranno parte di diritto dell'organico degli uffici del tribunale, subentrato alle precedenti sedi, eliminate o accorpate. L'assegnazione ai nuovi uffici, inoltre, non sarà considerato un trasferimento o assegnazione ad altro ufficio giudiziario. Le piante organiche saranno quindi completamente rifatte con futuri decreti ministeriali.

GIUDICE DI PACE

Anche la magistratura onoraria deve dare il suo contributo al risanamento dei conti pubblici. Gli uffici del giudice di pace devono essere ridotti, eliminando prioritariamente quelli dislocati in sede diversa da quella circondariale, tenendo conto dei carichi di lavoro. Tra l'altro il personale del giudice di pace, guadagnato con la soppressione della rispettiva sede, sarà assegnato in misura non inferiore al 50% presso la sede di tribunale o di procura limitrofa; la restante parte proseguirà il servizio presso l'ufficio del giudice di pace presso cui saranno trasferite le funzioni delle sedi soppresse. Gli uffici del giudice di pace da sopprimere o accorpare saranno pubblicati sul sito del ministero della giustizia e, dalla pubblicazione, scatterà un termine di 60 giorni utilizzabili per la loro tenuta in vita. A doversi preoccupare dell'operazione salvataggio dovranno essere gli enti locali interessati. Possono, anche consorziati, chiedere il mantenimento degli uffici del giudice di pace, ma dovranno pagare il conto di tutte le spese di funzionamento della struttura e dovranno fornire il personale amministrativo. Lo stato si limiterà ad assegnare i magistrati onorari e a formare il personale di cancelleria.

A meno che il ministero non ci ripensi e non decida di mantenere o istituire nuove sedi, sempre su istanza delle autonomie locali.

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