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La fattura emessa dal fornitore estero è ininfluente

del 31/08/2011
di: La Redazione
La fattura emessa dal fornitore estero è ininfluente
Per le operazioni ricevute da fornitori esteri, il soggetto passivo nazionale deve adempiere i propri obblighi Iva con riferimento al momento di effettuazione dell'operazione, mentre è ininfluente la fattura emessa dal fornitore. È quanto ha chiarito esplicitamente l'Agenzia delle entrate con la circolare n. 37 del 29 luglio 2011. L'agenzia ha inoltre confermato la possibilità di registrare le autofatture relative alle operazioni sottoposte al meccanismo dell'inversione contabile in un unico registro, sia agli effetti della determinazione dell'imposta dovuta che dell'imposta ammessa in detrazione.

Adempimenti dell'operatore nazionale

In base all'art. 17 del dpr 633/72, come riformulato dal dlgs n. 18/2010, il soggetto passivo nazionale che acquista beni o servizi presso un fornitore estero è tenuto ad assolvere l'Iva con il meccanismo dell'inversione contabile.

Il cessionario/committente italiano deve quindi provvedere all'emissione dell'autofattura o, in alternativa, qualora il fornitore sia un operatore stabilito in un altro paese membro dell'Ue, all'integrazione della fattura del fornitore, applicando l'imposta nazionale.

L'adempimento dell'emissione dell'autofattura (ovvero dell'integrazione della fattura estera) deve essere eseguito con riferimento al momento di effettuazione dell'operazione, che secondo la normativa nazionale (in via di modifica, perché non del tutto allineata, per quanto riguarda le prestazioni di servizi, a quella comunitaria) coincide:

- per le cessioni di beni, con la consegna o spedizione, ovvero, se anteriore, con il pagamento del corrispettivo;

- per le prestazioni di servizi, con il pagamento del corrispettivo (fanno eccezione le prestazioni continuative di durata ultrannuale, le quali, in assenza di pagamenti, si considerano effettuate, pro quota, al 31 dicembre di ciascun anno).

In caso di pagamento parziale o in acconto, ovviamente, l'operazione si considera effettuata limitatamente all'importo pagato.

La circolare n. 37/2011 dell'Agenzia, come accennato, precisa in modo esplicito che, ai fini dell'individuazione del momento di effettuazione dell'operazione, non assume alcuna rilevanza il momento di ricezione della fattura estera. La circolare ricorda tuttavia che criteri particolari sono previsti per gli acquisti intracomunitari di beni, per i quali l'art. 39 del citato dl 331/93 detta infatti specifiche regole in ordine al momento di effettuazione dell'acquisto.

L'Agenzia chiarisce, poi, che per le cessioni di beni la cui spedizione o consegna risulti da un documento di consegna, l'emissione dell'autofattura, anche riepilogativa delle consegne effettuate nel corso di un mese solare, potrà avvenire in via differita, entro il giorno 15 del mese successivo.

La registrazione delle autofatture

Le autofatture, provviste della numerazione propria delle fatture emesse, dovranno essere annotate nel registro delle fatture emesse, ai fini della liquidazione dell'imposta dovuta, entro 15 giorni dall'emissione (ovvero entro lo stesso termine di emissione, per le autofatture differite). I soggetti che non sono obbligati alla tenuta del registro delle fatture annoteranno le autofatture, nel termine suddetto, nel registro dei corrispettivi.

Le medesime autofatture, poi, in quanto operazioni di acquisto, dovranno ricevere anche la numerazione propria delle fatture ricevute ed essere annotate nel registro degli acquisti ai fini dell'esercizio del diritto alla detrazione, se spettante. Tale annotazione dovrà quindi effettuarsi anteriormente alla liquidazione periodica o alla dichiarazione annuale nella quale il diritto stesso viene esercitato. In base all'art. 19, il diritto di detrazione potrà essere esercitato (e l'annotazione dell'autofattura dovrà effettuarsi), osserva la circolare, al più tardi «alla scadenza del termine della dichiarazione annuale relativa al secondo anno in cui l'imposta è divenuta esigibile». In proposito, la formulazione letterale della circolare richiede una precisazione, perché l'ultima dichiarazione utile per l'esercizio della detrazione è quella relativa al secondo anno «successivo» a quello nel quale l'imposta è divenuta esigibile.

La circolare conferma poi che i cessionari/committenti che effettuano acquisti di beni e servizi sottoposti al meccanismo dell'inversione contabile possono effettuare l'annotazione delle autofatture, sia a debito sia a credito, in appositi registri sezionali o blocchi sezionali, adottando una distinta serie di numerazione. Estendendo la possibilità già accordata in passato dal ministero delle finanze con riferimento agli acquisti intracomunitari, la circolare precisa che è facoltà del contribuente assolvere gli obblighi di numerazione e annotazione delle autofatture relative alle operazioni sottoposte a inversione contabile mediante un'unica numerazione progressiva e un'unica annotazione su un apposito registro sezionale, valido agli effetti dell'art. 23 e dell'art. 25, che assume cioè il duplice ruolo di sezionale «vendite» e sezionale «acquisti». Naturalmente, pur in presenza di un'unica annotazione, l'imposta a debito e quella ammessa in detrazione dovranno essere valorizzate distintamente nelle liquidazioni periodiche e nella dichiarazione annuale.

Roberto Rosati

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