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Il condono fiscale ballerà da solo

del 26/08/2011
di: di Cristina Bartelli e Duilio Liburdi
Il condono fiscale ballerà da solo
Il condono sì, il condono no, il condono forse. Una misura una tantum così dibattuta e controversa potrebbe non trovare spazio nell'impianto della manovra all'esame del senato ma potrebbe arrivare con un proprio indipendente veicolo, dopo l'approvazione della manovra bis. Secondo quanto risulta a ItaliaOggi mettendosi al riparo da censure dell'Unione europea, una sanatoria fiscale ci sarà con l'esclusione dell'Iva. Nessuna ingegneria fiscale ma una riapertura degli ultimi condoni.Tutto il pacchetto di amnistie fiscali dunque che portarono nelle casse dello stato come gettito 26 mld di euro, come riscosso effettivo 20,8 e da riscuotere 4,207. Per il condono tombale e per integrativa semplice e regolarizzazione delle scritture contabili hanno complessivamente aderito, secondo il report del 2008 della Corte dei conti, poco più di 3 milioni di contribuenti, per oltre 12 milioni di annualità condonate. Una breccia all'intransigenza sulla riproposizione è stata comunque fatta con l'approvazione nella manovra della sanatoria delle liti fiscali pendenti per un valore compreso nei 20 mila euro. Ora dunque resta da attendere se nelle varie opzioni presenti sul tavolo del ministero dell'economia prenda piede la possibilità di una riapertura del pacchetto di misure ma totalmente sganciato dalla diligenza manovra bis. Anche se potrebbe acciuffarla aggrappandosi all'intervento della legge delega di riforma fiscale e assistenziale. Da un punto di vista strettamente tecnico, il problema reale, se la sanatoria dovesse essere varata potrebbe essere rappresentato dalla gestione dell'Iva all'interno della stessa. Si deve infatti tenere presente come la sentenza della Corte di giustizia del 17 luglio 2008, causa C-132/06 abbia dichiarato incompatibili con il diritto comunitario gli articoli 8 e 9 della legge n. 289 del 2002 e cioè le due forme principali di condono quali la dichiarazione integrativa e il condono tombale. Cosicché, nell'ipotesi in cui si addivenisse alla soluzione sanatoria, la strada tecnicamente meno rischiosa potrebbe essere quella di riproporre le disposizioni contenute nell'articolo 7 della legge n. 289 del 2002 in base alle quali era possibile la definizione automatica dei redditi di impresa e di lavoro autonomo mediante autoliquidazione. L'alternativa potrebbe essere quella di proporre una disposizione simile all'articolo 7 in relazione alla sola Iva e disciplinare, invece, ai fini delle imposte sui redditi e dell'Irap un meccanismo di definizione più ampio. Peraltro, nei recenti provvedimenti normativi è stato di fatto richiamato un istituto già compreso nel pacchetto condoni del 2002 quale, appunto, quello della chiusura delle liti fiscali pendenti in relazione al quale un'ipotesi di maggiore gettito potrebbe essere legata all'innalzamento della soglia del valore della lite definibile.
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