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Tracciabilità dei rifiuti, per adesso il sistema viaggia solo sulla carta

del 25/08/2011
di: di Giorgio Ambrosoli
Tracciabilità dei rifiuti, per adesso il sistema viaggia solo sulla carta
Dopo l'abrogazione delle norme che hanno portato all'istituzione e alla regolamentazione del Sistri, il sistema di tracciabilità elettronica dei rifiuti, a partire dal 13 agosto 2011, operata dal decreto legge n. 138/2011, tornano, anzi rimangono i registri e i formulari su carta. Questo in sintesi è quanto prevede l'articolo 6 commi due e tre del decreto legge sulla manovra bis: il comma 2 opera, infatti, una completa soppressione delle norme che hanno istituito, regolamentato e sanzionato il Sistri. Il successivo comma tre precisa che resta ferma l'applicabilità delle altre norme in materia di gestione dei rifiuti. E che i relativi adempimenti vanno effettuati nel rispetto degli obblighi relativi alla tenuta dei registri di carico e scarico nonché del formulario di identificazione. A ben vedere, non si tratta di un ritorno ai registri e formulari su carta, ma di continuare a usare questi semplici ma affidabili strumenti, in quanto il Sistri non è mai entrato in vigore per effetto dei diversi rinvii. La cancellazione del Sistri nella manovra di agosto ha sorpreso un po' tutti, anche se va ricordato che a oltre due anni dalla sua concreta istituzione, con il dl n. 79/2009, il sistema non appariva in grado di partire né sarebbe partito senza problemi il prossimo 1° settembre 2011 (prima scadenza fissata per la progressiva attuazione del Sistri).

Troppo i ritardi nell'attivazione degli apparati, i malfunzionamenti, l'insufficienza della infrastrutture telematiche che hanno offuscato una buona idea, quella di controllare meglio la gestione dei rifiuti.

Si rimane così nell'antico meccanismo della limitazione della responsabilità del produttore dei rifiuti di cui all'art. 188 del dlgs n. 152/2006. Infatti, secondo questa impostazione la responsabilità del produttore dei rifiuti cessa con la consegna ad un impianto autorizzato e con la sottoscrizione da parte del gestore della quarta copia del formulario, adempimento forse un po' burocratico ma che dà certezza alle imprese.

Ma è proprio la fine del Sistri? Così non sembra. In questa settimana il decreto legge n. 138 ha iniziato il suo iter al senato. Durante l'esame in commissione ambiente, nella seduta del 23 agosto, maggioranza e opposizione hanno votato affinché il Sistri sia salvaguardato. Ma l'abrogazione voluta dal governo, e in particolare dal ministro alla semplificazione, Roberto Calderoli, ha rappresentato per il parlamento un'occasione per tornare a chiedere più tempo e ulteriori modifiche tecniche; alcune delle quali relative ad alcune tipologie di rifiuti. La Commissione Ambiente ha chiesto sì il ripristino del Sistri, ma anche una proroga di quattro mesi (con partenze scaglionate dal 1 gennaio e non più dall'1 settembre). E, soprattutto, ha chiesto che al ministero dell'ambiente venga posta la richiesta per quelle modifiche tecniche, alcune delle quali relative alle tipologie di rifiuti, che permettano finalmente agli operatori di potersi adeguare al nuovo sistema senza le difficoltà che ne hanno segnato sino a oggi la sperimentazione. Spetta ora al parlamento e al governo dare una fisionomia più precisa alla manovra, anche sulla questione Sistri.

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