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Tracciabilità a doppio impatto

del 20/08/2011
di: di Andrea Bongi
Tracciabilità a doppio impatto
Con una sola mossa il fisco può guadagnare due volte. La riduzione della soglia di tracciabilità a 2.500 euro può infatti consentire al fisco il raggiungimento di un duplice obiettivo. Da un lato farà diminuire le transazioni in nero. Dall'altro fornirà utili spunti per l'accertamento sintetico. La riduzione del sommerso è diretta conseguenza della diminuzione del limite oltre il quale l'utilizzo del denaro contante è inibito. Mentre l'effetto in termini di spesometro sarà diretta conseguenza del maggior numero di operazioni commerciali poste in essere tramite utilizzo di strumenti di pagamento tracciabili e quindi più facilmente individuabili dal fisco.

Ecco allora che per l'amministrazione finanziaria la norma contenuta nel quarto comma dell'articolo 2 della manovra bis (dl 138/2011) potrà consentire di prendere i classici «due piccioni con l'unica fava».

I limiti all'uso del contante. La norma contenuta nella manovra bis, come si legge anche nella relazione illustrativa che correda il testo normativo, nasce per esigenze diverse da quelle del contrasto all'evasione fiscale. Si tratta infatti di una disposizione che, per dirla con le parole della citata relazione, tende a rafforzare i meccanismi di prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo, in sintonia con l'azione già avviata con gli interventi effettuati con l'articolo 20 del decreto legge n. 76 del 2010.

L'impatto antievasione è comunque fin troppo evidente. Le transazioni in nero sono infatti caratterizzate dal pagamento della prestazione ricevuta in contanti in modo da evitare qualsiasi traccia rinvenibile in futuro. Più difficile è movimentare somme consistenti in denaro contante. Più problematico diventa organizzare intere operazioni da tenere nascoste al fisco.

Che la norma suddetta sia una norma di chiaro contrasto all'evasione fiscale è dunque evidente. Oltretutto la stessa è stata presentata come tale sia durante le varie conferenze stampa di presentazione della manovra correttiva da parte degli esponenti del governo sia dagli stessi vertici dell'Agenzia delle entrate.

Del resto i positivi risultati in termini di contrasto all'economia sommersa erano già stati evidenziati con le precedenti misure che nel recente passato avevano abbassato l'asticella delle transazioni effettuabili in denaro contante fino alla soglia dei 5.000 euro precedente l'intervento della cosiddetta manovra bis.

L'effetto spesometro. Stante la nuova formulazione letterale del quarto comma dell'articolo 38 del dpr 600/73 a seguito delle modifiche introdotte, a decorrere dal periodo d'imposta 2009, dal dl 78/2010 il reddito complessivo del contribuente potrà essere rettificato sulla base delle spese, di qualsiasi genere, dallo stesso sostenute in un determinato periodo d'imposta.

Ovviamente la possibilità di successo nell'utilizzo di tale strumento sono demandate alla capacità dell'amministrazione finanziaria di reperire il maggior numero di informazioni possibili in ordine alle spese sostenute dai contribuenti in ciascun periodo d'imposta.

Al di là delle considerazioni relative al censimento delle operazioni effettuate dai contribuenti attraverso la nuova comunicazione annuale da effettuarsi dagli operatori economici (il cosiddetto spesometro) è ovvio che la diminuzione della soglia di tolleranza per i pagamenti cash farà aumentare il ricorso a mezzi di pagamento tracciabili e quindi facilmente individuabili dal fisco anche nell'ottica dell'accertamento sintetico del reddito dei contribuenti. Strumenti di pagamento tracciabili che nella maggior parte dei casi potrebbero affluire direttamente nelle banche dati a disposizione del fisco tramite la cosiddetta anagrafe tributaria. Ciò anche per effetto delle recenti disposizioni contenute nella manovra correttiva (dl 98/2011) che ha previsto l'obbligo di comunicazione all'anagrafe tributaria dei pagamenti di minor importo a carico delle stesse società emittenti gli strumenti di pagamento tracciabili (carte di credito, bancomat ecc.). La modifica normativa introdotta dalla manovra bis in materia di tracciabilità dei pagamenti per contanti consentirà dunque un duplice effetto dissuasivo in chiave antievasione. La diminuzione fisiologica delle operazioni in nero consentirà all'erario di reperire maggiori risorse sia in termini di imposizione diretta che indiretta grazie all'azzeramento di intere transazioni commerciali che altrimenti sarebbero state occultate al fisco. Si avranno pertanto recuperi sia in termini di gettito per l'imposta sul valore aggiunto che per le imposte dirette afferenti ai maggiori redditi dichiarati dai soggetti attivi delle operazioni poste in essere. L'incremento potenziale delle informazioni utilizzabili invece ai fini degli accertamenti tramite il cosiddetto «sintetico puro» potrà portare benefici alle casse erariali solo in termini di maggiori imposte dirette, essenzialmente l'Irpef, essendo una rettifica in aumento che si colloca nella sfera dei redditi delle persone fisiche.

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