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Ristrutturare i debiti è un costo

del 04/08/2011
di: di Norberto Villa
Ristrutturare i debiti è un costo
La rinuncia dei soci a precedenti finanziamenti non può essere imputata a conto economico. L'accesso all'accordo di moratoria per i leasing obbliga a rimodulare le rate residue in base al principio di competenza. I costi connessi alla ristrutturazione dei debiti non possono essere capitalizzati. Dopo una lunga gestazione l'Organismo italiano di contabilità ha emanato in via definitiva il principio contabile Oic 6 «Ristrutturazione del debito e informativa di bilancio». Lo stesso contiene le regole da osservare da parte delle imprese tenute alla redazione del bilancio secondo il codice civile in presenza di una ristrutturazione del debito.

La ristrutturazione del debito. L'Oic propone un significato ampio di ristrutturazione del debito. Si è presenza della stessa ogni volta che si pone in essere un'operazione mediante la quale il creditore, effettua una concessione al debitore in considerazione delle difficoltà finanziarie dello stesso. Sono solo questi due i paletti indicati dal documento tanto che nell'ambito del principio contabile non rientrano solo le procedure regolamentate giuridicamente da una normativa ad hoc (si pensi alle opzioni offerte dalla legge fallimentare quali gli accordi di ristrutturazione del debito art. 182, bis l.f. o i piani di risanamento attestati art. 67 l.f.) ma anche operazioni molto più comuni quali le transazioni intervenute con i debitori come nel caso di stralcio totale o parziale di un debito verso il fornitore o la rinuncia dei finanziamenti effettuata dai soci.

La rinuncia dei finanziamenti. Sul punto il principio contabile elimina i (pochi) dubbi ancora esistenti circa il trattamento da riservare a questa fattispecie. Nel caso di rinuncia dei versamenti effettuati a titolo di finanziamento (iscritti nel passivo dello stato patrimoniale, alla voce D 3) da parte del socio/creditore il debitore «trasferisce il valore del debito a cui il creditore rinuncia, direttamente a riserva senza transito nel conto economico, fornendo adeguata informativa nella nota integrativa del bilancio». Tale indicazione era già desumibile dal principio contabile Oic 28 ma ora tutti i dubbi sono eliminati. Ciò comporta un risultato spesso non voluto dalle società debitrici perché così facendo il risultato esposto nel conto economico non risente dell'effetto benefico di tale rinuncia (e nei rapporti con i terzi, si pensi agli istituti di credito, ciò non è positivo).

La moratoria dei leasing. Il paragrafo 6.2.1.5 del documento chiarisce il trattamento per le ipotesi in cui interviene la sospensione nel pagamento della quota capitale implicita nei canoni di leasing finanziario (caso tipico quello della cosiddetta moratoria) . Tale situazione comporta una modifica nella tempistica originaria dei pagamenti del debito alla scadenza e il consequenziale prolungamento della durata del contratto. Quindi il debitore non può rilevare alcun utile al conto economico ma dovrà effettuare una nuova rimodulazione dell'imputazione a conto economico dei canoni di leasing residui posticipati al termine del periodo di sospensione e dell'eventuale risconto iscritto a fronte del maxicanone pattuito (il tutto in base al principio di competenza pro-rata temporis). I canoni precedentemente imputati a conto economico per competenza in base alla durata precedente non devono essere modificati.

I costi di ristrutturazione. Tipicamente un'operazione di ristrutturazione del debito comporta anche la necessità di sostenere una serie di spese quali ad esempio quelle legali e notarili, professionali correlate alla predisposizione del piano o ad attività di due diligence. Spesso sono previste remunerazione «articolate» composte da un «compenso fisso» comunque dovuto (cd. retainer fee), a cui si aggiunge una «componente di remunerazione eventuale» (fissa o variabile) che è riconosciuta al verificarsi di alcune condizioni solitamente al buon esito del progetto (cd. success fee). Tali costi secondo l'Oic 6 devono essere imputati a conto economico all'interno degli oneri straordinari e se di importo rilevante si consiglia un apposito dettaglio informativo («di cui») della voce E. 21 indicando esplicitamente gli oneri derivanti dalla ristrutturazione. Nessuna possibilità di capitalizzazione è invece concessa dal principio contabile: trattasi di oneri di cui è assai difficile dimostrare la futura capacità di produrre benefici economici futuri e avere quindi la ragionevole certezza di realizzare tali benefici futuri.

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