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Liti fiscali, attacco all'arretrato

del 30/07/2011
di: di Andrea Bongi e Gianni Macheda
Liti fiscali, attacco all'arretrato
Al via l'aggressione all'arretrato del contenzioso fiscale e la velocizzazione del processo. Con una delibera del 27 luglio, il consiglio di presidenza della giustizia tributaria, ha fornito ai presidenti delle commissioni tributarie le prime indicazioni attuative delle nuove disposizioni finalizzate a ridurre la durata dei procedimenti, inserite nel dl 98/2011 (decreto stabilizzazione). Equa ripartizione del carico di lavoro tra i componenti delle commissioni e almeno quattro udienze mensili per ciascun collegio sono le raccomandazioni che l'organo di autogoverno ha indirizzato ai giudici tributari. Per consentire di redigere il programma di gestione dei procedimenti previsto dalle nuove disposizioni, inoltre, entro il 5 settembre prossimo le commissioni dovranno comunicare al consiglio il numero complessivo delle liti pendenti e la determinazione degli obiettivi.

Il consiglio di presidenza segnala inoltre, in calce alla citata delibera, la possibilità per le commissioni tributarie sia provinciali che regionali di potersi avvalere, tramite accordi stipulati con le università, dell'apporto di neolaureati al primo anno del corso di dottorato di ricerca o del corso per la specializzazione per le professioni legali o della pratica forense.

Ma torniamo allo smaltimento dell'arretrato. Entro il 5 settembre prossimo le commissioni tributarie sia provinciali che regionali, dovranno dunque cimentarsi con la predisposizione di un apposito programma di gestione dei procedimenti tributari pendenti redatto ai sensi dell'articolo 37, comma 3, del dl n.98/2011. La norma citata prevede infatti che in sede di prima applicazione delle nuove disposizioni il programma di gestione, che a regime dovrà essere redatto entro il 31 gennaio di ogni anno, venga adottato entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto stesso.

Il programma in oggetto si compone essenzialmente di due parti. Una prima nella quale i presidenti delle commissioni tributarie indicheranno il numero delle liti pendenti alla data di entrata in vigore della manovra correttiva (6 luglio 2011), suddividendo le stesse in tre distinte categorie e una seconda nella quale, proprio sulla base del numero di processi pendenti, verranno determinati gli obiettivi di riduzione del contenzioso in essere.

Quanto alle liti pendenti la delibera del consiglio di presidenza della giustizia tributaria richiede la distinzione delle stesse sulla base delle seguenti stratificazioni temporali: liti fiscali pendenti alla data del 31.12.2010; liti fiscali pendenti alla data del 5.7.2011: liti fiscali pendenti alla data del 1/5/2011 per le quali è disposta la sospensione del processo fino al 30.6.2012. Appartengono a questa ultima categoria le liti di valore inferiore ad euro 20 mila nelle quali è parte l'agenzia delle entrate, che potranno formare oggetto della nuova chiusura agevolata introdotta dalla stessa manovra correttiva al comma 12, lettera c) dell'articolo 37 citato.

Per lite fiscale pendente, ricorda la delibera del consiglio di presidenza, si dovrà intendere quella ricadente nel periodo tra la data del deposito in commissione della costituzione in giudizio del contribuente con l'atto introduttivo e la data di pubblicazione della decisione che definisce il giudizio.

Per quanto attiene invece alla seconda parte del programma, la fissazione degli obiettivi di smaltimento dell'arretrato, la delibera ricorda come tale formulazione debba necessariamente tenere in debito conto di una serie di criteri fra i quali quelli di assegnazione delle liti espressamente individuati nelle risoluzioni n.5/2011 e n.7/2011, avendo particolare cura di ripartire equamente fra tutti i componenti dei collegi giudicanti un eguale numero di procedure in modo che vi sia il contributo di tutti nell'abbattimento dell'arretrato. Equa ripartizione dei carichi di lavoro fra i collegi che dovrà tener conto di quanto a suo tempo disposto nell'articolo 6, comma 2 del dlgs n.545/92 e cioè: tenere udienza almeno una volta alla settimana (quattro udienze mensili per collegio).

Nell'opera di smaltimento dell'arretrato le commissioni tributarie potranno poi valutare anche la possibilità di ricorrere, perlomeno per funzioni di ausilio, studio e compimento di altre attività ordinarie, di neo laureati che faranno richiesta di effettuare una specifica formazione professionale presso le commissioni stesse. Formazione professionale che potrà essere svolta da detti soggetti sulla base delle disposizioni contenute nell'articolo 37, comma 4 della legge 111/2011, di conversione della manovra correttiva, sulla base di specifiche convenzioni stipulate a livello locale fra le commissioni tributarie e le Facoltà di giurisprudenza e le scuole di specializzazione per le professioni legali.

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