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Un soggiorno a punti a ostacoli

del 29/07/2011
di: di Antonio Ciccia
Un soggiorno a punti a ostacoli
Il permesso di soggiorno, come la cittadinanza italiana, diventa «a punti». Punti che gli stranieri in Italia possono perdere anche per condanne non definitive o per sanzioni amministrative (queste però definitive). Il regolamento attuativo della legge sulla sicurezza (n. 94/2009), in merito all'accordo di integrazione (si veda ItaliaOggi del 26 luglio 2011), approvato ieri dal consiglio dei ministri, espone l'extracomunitario alla espulsione anche in presenza di sentenze ribaltabili in appello o in cassazione. Peraltro la scelta di maggior rigore (non definitività delle sentenze) non può essere ricondotta alla legge 94/2009, che ha introdotto l'accordo di integrazione, ma che non ha dettagliato i motivi della perdita di punti. Si consideri che il numero di punti persi per condanne non definitive può essere molto alto anche a fronte di sentenze per reati puniti con sanzioni lievi. Ma vediamo di analizzare il provvedimento.

L'articolo 4-bis del Testo unico sull'immigrazione, introdotto dalla legge 94/2009, prevede che lo straniero debba impegnarsi ad integrarsi firmando un accordo: assume, quindi, l'obbligo contrattuale di conseguire 30 crediti da conseguire nel periodo di validità del permesso di soggiorno. La perdita integrale dei crediti, dice la norma, determina la revoca del permesso di soggiorno e l'espulsione dello straniero.

Dai crediti dipende quindi non solo la possibilità di acquisire la cittadinanza italiana, ma anche la possibilità di restare in Italia.

Diventa determinate allora raggiungere i punti, ma è altrettanto decisivo non perderne.

Sul fronte della decurtazione va approfondito il tema delle condanne, sul quale la legge 94/2009 non ha fornito prescrizioni specifiche.

Il catalogo delle decurtazioni, allegato al regolamento, comprende le condanne non definitive. Per esempio la condanna anche non definitiva alla pena dell'arresto superiore a tre mesi comporta una decurtazione di 5 punti; la condanna anche non definitiva al pagamento di una multa non inferiore a 10 mila euro porta via 6 punti; e così via fino alla decurtazione di 10 punti per la condanna alla reclusione non inferiore a tre mesi, di 15 punti per la reclusione non inferiore a un anno, di 20 punti per le condanne non inferiori a due anni e di 25 punti per le condanne non inferiori a tre anni.

Il meccanismo della decurtazione scatta, dunque, anche in caso di condanna non passata in giudicato: così una espulsione potrebbe derivare anche a condanne ingiuste, magari riformate nei gradi di appello. Tra l'altro si rischia di perdere un gran numero di crediti anche per condanne per reati lievi: la condanna non definitiva per un reato a quattro mesi può far saltare ben sei punti, mentre la decurtazione è di 15 punti per le condanne inferiori a due anni. Questo significa che con una condanna non definitiva a meno di due anni si perdono meta delle chance di poter rimanere in Italia. Non vi sono previsioni sulla possibilità di restituzione di punti in caso di riforma della sentenza di condanna.

Altrettanto rigore si registra per la decurtazione dei punti per illeciti amministrativi e tributari: per fare un esempio un verbale per passaggio con semaforo rosso costa due punti: ma stavolta l'irrogazione deve essere definitiva.

Quindi con zero crediti il permesso di soggiorno è revocato, e se è pendente la pratica per il rinnovo questa è destinata al rigetto: si passa, dunque, all'espulsione.

In materia di crediti va citata una disposizione premiale, anche se di portata molto relativa: allo straniero che alla scadenza dell'accordo risulti aver raggiunto un numero di crediti finali pari o superiore a quaranta sono riconosciute agevolazioni per la fruizione di specifiche attività culturali e formative.

Altro punto qualificante il provvedimento è l'esame di italiano. Un mese prima della scadenza del biennio di durata (prorogabile di uno) dell'accordo di integrazione, comincia l'iter della verifica dei crediti. Lo straniero è invitato a presentare, entro quindici giorni la documentazione necessaria al riconoscimento dei crediti e la certificazione relativa all'adempimento dell'obbligo di istruzione dei figli minori o, in assenza, la prova di essersi adoperato per garantirne l'adempimento. In assenza di documentazione lo straniero ha facoltà di far accertare il proprio livello di conoscenza della lingua italiana, della cultura civica e della vita civile in Italia mediante un apposito test svolto gratuitamente.

Peraltro l'obiettivo dell'accordo di integrazione non è solo quello della acquisizione di un livello adeguato di conoscenza della lingua italiana parlata, ma anche una sufficiente conoscenza dei principi fondamentali della Costituzione e dell'organizzazione e funzionamento delle istituzioni pubbliche in Italia. Altri obiettivi sono quelli far conseguire allo straniero una sufficiente conoscenza della vita civile in Italia, con particolare riferimento ai settori della sanità, della scuola, dei servizi sociali, del lavoro e agli obblighi fiscali e di garantire l'adempimento dell'obbligo di istruzione da parte dei figli minori.

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