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È l'ora delle pensioni aggiuntive

del 28/07/2011
di: La Redazione
È l'ora delle pensioni aggiuntive
Casse «costrette» a liquidare pensioni supplementari. Il nuovo obbligo di contribuzione all'ex Cassa di previdenza, introdotto dalla manovra a carico dei pensionati che continuano a svolgere l'attività professionale, infatti, darà diritto agli stessi (professionisti-pensionati) alla pensione supplementare. I soldi versati da pensionati, in altre parole, non saranno improduttivi (come fossero, cioè, contributi di solidarietà); ma in funzione degli importi pagati si convertiranno in un assegno aggiuntivo alla pensione già riscossa. Le Casse, a tal fine, devono disciplinare le nuove regole entro il prossimo 6 gennaio (sei mesi dall'entrata in vigore della manovra). È quanto si evince da una lettura più attenta della Manovra Tremonti di recente emanazione e all'indomani della circolare a tema dell'Inps (si veda ItaliaOggi di ieri e dell'altro ieri)

Inps vs Casse. La manovra correttiva (dl n. 98/2011 convertito dalla legge n. 111/2011) ha messo fine alla diatriba tra Inps e professionisti over65, cioè pensionati, in merito alla pretesa contribuzione (da parte Inps) alla gestione separata sui redditi professionali prodotti dai pensionati di Casse. Praticamente l'hanno spuntata i professionisti over 65 (ciò rileva soprattutto per il contenzioso in atto), perché la manovra ha stabilito l'esclusione, di diritto, dall'obbligo di contribuzione alla gestione separata dei soggetti già pensionati delle Casse. Ma a un obbligo cancellato, la manovra ne ha previsto uno nuovo: è vero che gli over65 non sono tenuti a contribuire all'Inps, ma sono obbligati a pagare i contributi all'ex Cassa. E se la Cassa non prevede l'obbligo di contribuzione a carico dei pensionati? Ci ha pensato sempre la manovra: entro sei mesi (cioè entro il prossimo 6 gennaio), le Casse «adeguano i propri statuti e regolamenti, prevedendo l'obbligatorietà dell'iscrizione e della contribuzione a carico di tutti coloro che risultino aver percepito un reddito, derivante dallo svolgimento della relativa attività professionale».

Una pensione supplementare. La manovra ha fatto di più, anche se prevaricando sulla «autonomia» delle Casse. Ha stabilito infatti che per gli over 65 (professionisti-pensionati) deve essere «previsto un contributo soggettivo minimo con aliquota non inferiore al 50% di quella prevista in via ordinaria per gli iscritti a ciascun ente». In tal modo, ha fissato una misura minima per tutte le Casse di qualunque Albo professionale; misura peraltro operativa automaticamente, per quelle Casse che al prossimo 6 gennaio risulteranno non ancora in linea con le nuove regole. La manovra, invece, nulla dice, circa la sorte che toccherà alla nuova contribuzione: che cosa renderà ai professionisti-pensionati? La parola, allora, spetta alle Casse. La soluzione più plausibile è quella della disciplina della pensione supplementare. Infatti, la manovra introduce, per i pensionati, l'obbligatorietà di «iscrizione» e di «contribuzione», alla stessa maniera di come accade in un normale rapporto previdenziale. Resta un dubbio, e cioè se alla fine la novità aiuterà i bilanci delle Casse o, piuttosto, rappresenterà la spada di Damocle sulla sostenibilità di lungo periodo.

Gli scenari futuri. A questo punto, diversamente dal passato, è unico lo scenario futuro per il professionista-pensionato che voglia ancora lavorare. Lo stesso, praticamente, di chi ha versato i contributi all'Inps e che dal 6 luglio non è più tenuto a farlo. Questi, in particolare, non può chiedere la restituzione dei contributi pagati, ma solo ottenere una pensione supplementare dall'Inps, calcolata con il criterio contributivo e non soggetta all'integrazione al minimo. Allo stesso modo, tutti gli over 65 d'ora in avanti devono pagare i contributi all'ex Cassa e anche loro, come chi ha in passato pagato i contributi all'Inps, devono attendersi la liquidazione di una pensione supplementare.

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