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Pensione più lontana per gli statali

del 23/07/2011
di: di Domenico Comegna
Pensione più lontana per gli statali
Chi nel 2012 matura il diritto a pensione con il solo requisito della massima anzianità contributiva (i 40 anni), indipendentemente dall'età anagrafica, potrà accedere al pensionamento dopo 13 mesi (un anno per la cosiddetta «finestra mobile», più un mese di ulteriore posticipo. Tale disposizione, introdotta dalla legge n.111/2011 (la manovra Tremonti), si applica anche ai dipendenti pubblici iscritti all'Inpdap, con esclusione degli insegnanti. Lo precisa lo stesso ente di previdenza nella tempestiva nota operativa n. 27 del 21 luglio, che si occupa di tutte le altre novità in materia pensionistica.

Decorrenza anzianità. L'intervento in tema di decorrenza della pensione di anzianità è contenuto nell'art. 18, comma 22-ter, 22-quater, 22-quinquies. Pertanto, chi matura, nel 2012, il diritto a pensione con il solo requisito della massima anzianità contributiva, indipendentemente dall'età anagrafica (40 anni di anzianità contributiva), potrà accedere al pensionamento decorsi 13 mesi dal raggiungimento del predetto requisito (12 mesi per la c.d. «finestra mobile», già prevista dalla legge n. 122/2010, più un mese di ulteriore posticipo). Chi matura il diritto nel 2013 potrà accedere al pensionamento decorsi 14 mesi dal raggiungimento del requisito della massima anzianità contributiva mentre chi matura il diritto a partire dal 2014 potrà accedere al pensionamento decorsi 15 mesi dal raggiungimento del citato requisito. La disposizione, si legge nella nota, non si applica nei confronti del personale del comparto scuola per il quale resta confermata la precedente normativa (comma 9, dell'art. 59 della legge n. 449/1997) che prevede il pensionamento dal 1° settembre dell'anno di maturazione del requisito.

Aspettative di vita. Il sistema di adeguamento dei requisiti per il conseguimento del diritto a pensione (previsto dall'articolo 12, commi 12-bis e 12-ter della legge n. 122/2010) è stato modificato. In particolare, l'adeguamento automatico dell'età pensionabile alla speranza di vita individuata dall'Istat, già programmato dal 1° gennaio 2015, viene anticipato al 1° gennaio 2013 e il dato relativo alla variazione nel triennio precedente della speranza di vita viene fornito dall'Istat a partire dall'anno 2011 e reso disponibile entro il 31 dicembre dello stesso anno. Di conseguenza, a partire dal 1° gennaio 2013 i requisiti anagrafici prescritti per i pensionamenti di vecchiaia, ovvero i requisiti di età e i valori di somma di età anagrafica e di anzianità contributiva (le cosiddette «quote») sono incrementati di tre mesi.

Rivalutazione automatica. Per gli anni 2012 e 2013, è stata modificata la perequazione delle pensioni superiori a 5 il trattamento minimo Inps per le quali essa è concessa solo per la fascia di importo inferiore a tre volte il predetto minimo Inps e nella misura del 70%. È previsto un correttivo in base al quale sulle pensioni anzidette, il cui ammontare sia inferiore al limite costituito dall'importo corrispondente a 5 volte il minimo Inps incrementato della quota di perequazione, l'aumento è attribuito fino a concorrenza di tale limite perequato.

Pensioni d'oro. La legge di conversione del decreto riporta in vita uno degli istituti più controversi del sistema previdenziale, il cosiddetto «contributo di solidarietà». Si tratta di una trattenuta secca che si applica sui trattamenti pensionistici più elevati. Per determinare se si è o meno soggetti a questo prelievo, la legge 111/2011 prevede tre scaglioni di pensione:

- fino a 90 mila euro lordi, non si applica alcuna trattenuta;

- per gli importi che superino i 90 mila euro lordi annui (pari da un importo netto mensile di . 4.381,77 per 13 mesi) e fino a 150 mila euro, il contributo è pari al 5% della parte eccedente il predetto importo;

- per la parte eccedente i 150 mila euro (pari da un importo netto mensile di 6.947,96 per 13 mesi) la misura della trattenuta è del 10%.

La trattenuta in questione si applica a decorrere dal 1° agosto 2011 e fino al 31 dicembre 2014 e, in ogni caso, per effetto di tale riduzione, il trattamento pensionistico complessivo non può essere inferiore a 90 mila euro lordi annui.

Reversibilità. Con effetto sulle pensioni decorrenti dal 1° gennaio 2012 (art. 18, comma 5) l'aliquota percentuale della pensione a favore dei superstiti (ora del 60%) è ridotta, nei casi in cui il matrimonio con il dante causa sia stato contratto ad età del medesimo superiori a 70 anni e la differenza di età tra i coniugi sia superiore a 20 anni, del 10% in ragione di ogni anno di matrimonio con il dante causa mancante rispetto al numero di 10. Nei casi di frazione di anno la predetta riduzione percentuale è proporzionalmente rideterminata. Le disposizioni di cui ai precedenti periodi non si applicano nei casi di presenza di figli di minore età, studenti, ovvero inabili. Si tratta del ritorno a una vecchia norma «antibusi» (per scoraggiare in questo caso i matrimoni fittizi tra assistiti e badanti) già presente nell'ordinamento pensionistico statale, giudicata incostituzionale nei primi anni 70. Resta in ogni caso confermato, sottolinea la nota, il regime di cumulabilità (di cui all'art. 1, comma 41, della legge n. 335/1995).

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