Consulenza o Preventivo Gratuito

Società consociate, ritenuta del 5% sui prestiti

del 21/07/2011
di: Daniele Terenzi Eleonora Tonelli Conti
Società consociate, ritenuta del 5% sui prestiti
In assenza del requisito di «beneficiario effettivo» scatta la nuova ritenuta del 5% sugli interessi corrisposti sui prestiti tra società consociate di stati membri diversi; questo, in definitiva, quanto previsto nel nuovo comma 8-bis dell'articolo 26-quater del dpr n. 600/73 introdotto dall'articolo 23, comma 1 della manovra correttiva. L'articolo 26-quater, vale ricordare, aveva recepito nella normativa italiana la direttiva interessi&royalties istituendo l'esenzione da ritenuta degli interessi corrisposti tra società residenti nella Ue a condizione, tra le altre, che il percettore degli stessi ne fosse anche l'effettivo beneficiario. In mancanza di tale ultima condizione, dunque, si sarebbe al contrario dovuta applicare la ritenuta domestica del 12.5% o del 27% (eventualmente ridotte dalle norme sui trattati contro le doppie imposizioni laddove applicabili).

La nuova ritenuta, dunque, si inserisce a metà strada tra l'applicazione della ritenuta domestica e l'esenzione prevista dalla direttiva, prevedendo l'applicazione di una ritenuta del 5% a condizione, tuttavia, che i relativi interessi siano destinati a finanziare il pagamento di interessi e altri proventi su prestiti obbligazionari emessi dai percettori e che tali prestiti siano:

1. negoziati in mercati regolamentati degli stati membri dell'Unione europea e degli stati aderenti all'Accordo sullo spazio economico europeo che sono inclusi nella lista di cui al decreto del ministro delle finanze 4 settembre 1996 e successive modificazioni e integrazioni;

2. garantiti dai soggetti che corrispondono gli interessi ovvero dalle società del gruppo.

Sono soggetti alla ritenuta del 5% gli interessi corrisposti a decorrere dal 6 luglio (data di entrata in vigore del decreto), ma viene concessa la possibilità di «regolarizzare» anche la posizione degli interessi già corrisposti a tale purché il sostituto d'imposta versi, entro il 30 novembre 2011, una ritenuta del 6% (sostitutiva anche dell'imposta di registro sulla garanzia) e i relativi interessi legali. Con riferimento all'imposta di registro, stante la presunzione di territorialità dell'atto di garanzia sul prestito erogato previsto alla lettera b) del nuovo articolo 8-bis, la stessa è dovuta con aliquota dello 0,25% con evidente, quanto poco comprensibile, riferimento all'aliquota dell'imposta sostitutiva sui finanziamenti a medio lungo termine.

Resta inteso che la possibilità di applicare la ritenuta del 5% è altresì subordinata alla sussistenza degli altri requisiti indicati dall'articolo 26-quater.

vota