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Energia, obiettivo competitività

del 20/07/2011
di: Massimo Saotta, segretario nazionale Flaei-Cisl
Energia, obiettivo competitività
L'energia rappresenta uno dei vettori fondamentali per lo sviluppo e la competitività di un sistema paese.

La crisi che ha colpito l'economia internazionale unita alla carenza di strumenti regolatori e di coordinamento, ha di fatto evidenziato che il settore energetico può rappresentare una grande opportunità per la ripresa economica ma anche un limite.

La situazione italiana è stata, da un lato, influenzata dal comportamento dei mercati globalizzati e, dall'altro, ha risentito della particolare struttura produttiva e di approvvigionamento delle principali fonti energetiche.

La forte dipendenza dal gas e dai prodotti petroliferi (56%) ha mostrato sia una elevata volatilità dei prezzi sia un'endemica debolezza del sistema, stante la dipendenza dell'approvvigionamento di gas (circa l'80%) da due sole aree geopolitiche, la Russia e il Nord Africa.

L'energia elettrica è un «bene universale» cioè servizio da assicurare a tutti i cittadini, fa parte di un «mercato» regolato, sulla base del rapporto tra domanda e offerta, ma non può essere immagazzinata, pertanto, deve essere prodotta nel momento stesso in cui viene consumata.

La sua domanda risente di oscillazioni sensibili nel corso di una giornata, con differenze sostanziali, i cosiddetti picchi tra notte e giorno, giorni festivi e feriali e tra alcuni mesi dell'anno rispetto ad altri.

Ne consegue che vi sono centrali termoelettriche di dimensioni significative funzionanti per molte ore l'anno, le centrali «di base», che non possono essere fermate e presentano costi di generazione più bassi, poi vi sono le centrali «di punta», più flessibili che possono essere spente e riaccese rapidamente ma hanno costi più elevati. Infine, vi sono centrali idroelettriche a serbatoio che svolgono un importante ruolo regolatorio che di supporto nelle ore di punta. L'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, la cosiddetta energia verde, non è invece programmabile, in quanto dipende da fattori naturali come il vento, il sole ecc.

Questa produzione viene immessa in rete con priorità rispetto alle altre fonti, ma necessita di impianti di riserva convenzionali che entrano in funzione qualora non possa essere garantita continuità nella produzione. Il costo dell'energia elettrica, quindi, è influenzato dalla tipologia delle fonti di approvvigionamento, dalla dimensione degli impianti e dal loro tempo ore di utilizzazione.

Il prezzo della bolletta elettrica era determinato fino alla fine degli anni 90, che hanno avviato il processo di liberalizzazione e privatizzazione del settore, al concetto di tariffa, intesa come prezzo fissato da un soggetto terzo.

Obiettivo di questi interventi, era soprattutto quello di perseguire finalità di sostegno sociale o di incentivazione di settori o aree territoriali del paese, attraverso agevolazioni i cui differenziali, rispetto ai costi effettivi, venivano coperti da incrementi di produttività, da politiche di bilancio e da stanziamenti pubblici.

La legge 481/95, che ha istituito l'Autorità per l'energia elettrica e il gas (Aeeg), specifica gli obiettivi da perseguire nella regolamentazione tariffaria.

Il peso dei singoli elementi della filiera sul prezzo del kilowattora per uso domestico è rappresentato da vari fattori quali costi di rete e di misura, circa il 15%, gli oneri generali di sistema, 12%, imposte 14%, costi di approvvigionamento e commercializzazione 59%.

In sostanza, circa il 55% del prezzo dell'energia elettrica dipende dal costo di produzione. È questo l'elemento che contraddistingue l'Italia dagli altri partner europei. Infatti, il consumatore domestico italiano nel 2009 ha pagato il kWh 30,22 centesimi di euro contro un prezzo medio relativo all'Unione europea di 15,51. In particolare, il consumatore tedesco ha pagato 20,63 centesimi per kilowattore, quello francese 10,44, quello spagnolo 14,12, e quello del Regno Unito 12,51 secondo i dati forniti dall' Aeeg.

È evidente, quindi, che, per rendere i nostri costi di produzione dell'energia elettrica competitivi, occorre modificare il mix di combustibili.

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