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A casa per inidoneità fisica

del 14/07/2011
di: di Antonio G. Paladino
A casa per inidoneità fisica
Dipendenti pubblici, l'inidoneità psicofisica assoluta fa scattare il licenziamento. Inoltre, in presenza di comportamenti gravi e ripetuti del dipendente statale (ovvero in presenza di condizioni fisiche critiche), quando ci sia il fondato motivo che tali fattispecie possano generare pericolo per sé, per gli altri lavoratori o per l'utenza, la pubblica amministrazione può disporre la sua sospensione cautelare dal servizio. Queste alcune delle disposizioni contenute nello schema di dpr, approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 7 luglio, attuativo delle disposizioni ex articolo 55 octies del dlgs 165/2011 (riforma del pubblico impiego). Le disposizioni si applicano ai dipendenti, anche con qualifica dirigenziale, delle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, degli enti pubblici non economici, degli enti di ricerca e delle università, nonché al personale delle Agenzie fiscali. Restano escluse le categorie del personale cosiddetto non contrattualizzato (es. prefetti, professori universitari, magistrati).

L'iter. L'iniziativa per avviare la procedura per l'accertamento dell'inidoneità psicofisica permanente spetta all'amministrazione ovvero al dipendente. L'inidoneità può essere assoluta, nel caso di dipendente che a causa di infermità o di difetto fisico o mentale «si trovi nell'assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa». È invece relativa, nel caso di dipendente che, per le predette cause, non può svolgere alcune o tutte le mansioni che sono proprie dell'area, categoria o qualifica posseduta. La p.a., precisa l'art. 3, deve avviare «d'ufficio» l'iter per l'accertamento dell'inidoneità psicofisica del dipendente, quando si protragga l'assenza per malattia del dipendente, oltre il primo periodo previsto dal Ccnl quale conservazione del posto, quando si è in presenza di disturbi gravi, evidenti e ripetuti che «facciano fondatamente presumere l'esistenza dell'inidoneità permanente o relativa», ovvero in presenza di condizioni fisiche che facciano presumere l'inidoneità fisica permanente assoluta o relativa dal servizio. Nel primo dei casi evidenziati, l'amministrazione, prima di concedere l'ulteriore periodo di malattia al dipendente, procede all'accertamento delle condizioni di salute dello stesso, per il tramite delle commissioni mediche presso le Asp. Come detto, in presenza di condotte gravi che possano essere nocive allo stesso dipendente, ai colleghi o all'utenza, l'amministrazione può disporre la sospensione dal servizio sino a quando il dipendente non si sottoporrà alla visita medica. Se il dipendente «salterà» la visita medica per ben due volte, l'amministrazione ha facoltà di risolvere il rapporto di lavoro. Il dipendente sottoposto all'iter di accertamento per la verifica di comportamenti gravi o in presenza di condizioni fisiche nocive, spetta il trattamento economico previsto in caso di assenza per malattia. Al dipendente sospeso per mancata presentazione alla (prima) visita medica di idoneità spetta il trattamento economico previsto per chi è sottoposto a sospensione cautelare per procedimento penale (il trattamento meglio noto come «assegno alimentare»).

Le conseguenze. Se viene accertata l'inidoneità permanente relativa alle mansioni del profilo assegnato al dipendente, l'amministrazione dovrà attivarsi per «rinquadrarlo» in mansioni equivalenti, ovvero in altro profilo professionale, assicurando un percorso di riqualificazione. Potrà eventualmente assegnarlo anche a mansioni inferiori, assicurando al dipendente il trattamento economico dell'area e fascia di provenienza, mediante la corresponsione di un assegno ad personam. Ma se non sarà possibile collocare in alcun modo il dipendente, questi sarà messo in «soprannumero», rendendo indisponibile il relativo posto. La p.a. potrà anche avviare una consultazione con altre amministrazioni nell'ambito territoriale della provincia, ai fini della ricollocazione del dipendente interessato. Nel caso di dirigenti, l'amministrazione dovrà trovare altro incarico dirigenziale e, nel caso di indisponibilità di posti, collocarli a disposizione nei ruoli, senza incarico. Tuttavia, se il dipendente viene riconosciuto inidoneo assoluto al servizio, l'amministrazione, previa comunicazione, risolve il rapporto di lavoro e corrisponde, se dovuta, l'indennità di preavviso.

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