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Estesa la contabilità semplificata

del 12/07/2011
di: di Federico Gavioli
Estesa la contabilità semplificata
Tra le molte novità che il decreto legge n. 70 del 13 maggio 2011, il c.d. decreto sviluppo, introduce in materia di semplificazioni fiscali, certamente quello che prevede un ampliamento della platea dei contribuenti (tra i quali anche gli agenti di commercio) che si potranno avvalere della contabilità semplificata è di assoluto interesse. Il decreto sviluppo prevede un innalzamento del limite per la tenuta della contabilità semplificata da parte di imprese individuali e società di persone, con il conseguente esonero degli obblighi contabili previsti dall'articolo 14 del dpr n. 600/73. L'articolo 18 del dpr n. 600/73 consente di applicare il regime di contabilità semplificata nel caso in cui nell'anno precedente non si sia superato un determinato ammontare di ricavi stabilito dal legislatore, a seconda dell'attività esercitata.

Attualmente nel nostro sistema fiscale sono previste diverse forme di regimi contabili che sinteticamente si riassumono in: contabilità ordinaria, contabilità semplificata, regime sostitutivo delle nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo e regime dei contribuenti minimi. Sicuramente i primi due tipi di regimi contabili sono quelli più utilizzati dai contribuenti sia perché il regime sostitutivo delle nuove iniziative è consentito solo a chi svolge nuove iniziative produttive e per i primi tre anni e sia perché il regime dei minimi è utilizzabile solo da chi ha requisiti molto particolari come per esempio, il volume di affari di dimensioni molto contenute (fino a 30 mila euro di ricavi nell'anno).

Il legislatore, quindi, al fine di consentire l'utilizzo del regime contabile semplificato a una platea di contribuenti più vasta ha pensato di innalzare le soglie del volume dei ricavi. Le soglie relative ai ricavi prima dell'approvazione del decreto sviluppo prevedevano l'accesso al regime semplificato per i soggetti che svolgono «attività di servizi», secondo i criteri indicati nel dm 17 gennaio 1992, con ricavi non superiori a euro 309.874,14 o in caso di «altre attività», con ricavi non superiori a euro 516.456,90; con le nuove disposizioni introdotte nel decreto sviluppo, in vigore dal 14 maggio 2011, è consentito l'accesso al regime contabile in presenza di ricavi fino a 400 mila per le «prestazioni di servizi», e fino a 700 mila euro per le «altre attività». Dal contenuto dell'articolo 7, lettera i), non è chiaro se le nuove disposizioni siano da ritenersi valide sia ai fini contabili e sia per la periodicità della liquidazione Iva; al momento, per come è scritta la norma, il riferimento sembrerebbe solo per la tenuta della contabilità semplificata perché non è stata modificata la soglia del volume di affari che consente di accedere alle liquidazioni Iva trimestrali.

Va ricordato che il regime di contabilità semplificata rappresenta, per i contribuenti che conseguono ricavi non superiori ai nuovi limiti suindicati (400 mila per i servizi e 700 mila per le altre attività), il regime naturale; se questi volessero, infatti, tenere la contabilità in forma ordinaria pur essendo dei «semplificati» devono, con il cosiddetto «comportamento concludente», esercitare l'apposita opzione nel quadro VO della dichiarazione Iva presentata.

Per le imprese minori il reddito si determina sottraendo dai ricavi i costi sostenuti e ammessi in deduzione dalla normativa fiscale, con alcune limitazioni rispetto alle imprese in contabilità ordinaria, come per esempio l'indeducibilità degli accantonamenti, con la sola eccezione del trattamento di fine rapporto per i dipendenti. Le imprese minori devono tenere i registri Iva che vanno integrati con l'annotazione ai fini delle imposte dirette delle operazioni non soggette a Iva. Ai fini della deducibilità degli ammortamenti, le annotazioni relative possono essere eseguite, in luogo dell'apposito registro, nel registro degli acquisti, entro il termine di presentazione della dichiarazione.

Il decreto sviluppo ha inoltre previsto, sempre in materia di semplificazioni fiscali, che per le singole spese non superiori a euro 1.000, i contribuenti in regime di contabilità semplificata possono dedurre fiscalmente l'intero costo nel periodo di imposta in cui ricevono la fattura. Anche in questo caso la semplificazione è notevole in quanto si assiste a una deroga al principio di competenza in quanto sarà consentito a chi è in contabilità semplificata, per le fatture al di sotto di tale soglia, di rimandare la deduzione del costo al periodo di imposta in cui si riceva la fattura.

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