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Apprendistato, c'è l'intesa

del 12/07/2011
di: di Simone D'Alessio
Apprendistato, c'è l'intesa
Si accende il semaforo verde di governo, regioni e parti sociali sull'apprendistato, che nelle intenzioni del ministero del welfare sarà il canale privilegiato per l'ingresso dei giovani under29 nel mercato del lavoro. E, novità dell'ultim'ora, sarà possibile reperire personale anche attraverso le agenzie di somministrazione. Ieri, al dicastero di via Veneto, la firma dell'accordo sul testo unico con tre tipologie: una per ottenere la qualifica professionale (dedicata a chi ha fra 15 e 25 anni d'età, e può assolvere all'obbligo di istruzione), una professionalizzante («contratto di mestiere») e, infine, una rivolta a chi compie un percorso di alta formazione e ricerca e svolge «un praticantato per l'accesso alle professioni ordinistiche». In tutti i settori di attività («pubblici e privati»), il numero complessivo di apprendisti da assumere, sia direttamente, sia tramite le agenzie di somministrazione di lavoro, «non può superare il 100% delle maestranze specializzate e qualificate in servizio» presso l'azienda; inoltre, il datore di lavoro che non abbia alle proprie dipendenze addetti qualificati o specializzati, o che comunque ne abbia in numero inferiore a tre, può aprire le porte a non più di tre apprendisti (disposizione che non si applica alle imprese artigiane). Quanto alla formazione di mestiere, svolta sotto la responsabilità aziendale, il documento sancisce sia «integrata, nei limiti delle risorse annualmente disponibili, dalla offerta formativa pubblica, interna o esterna alla azienda», con il raggiungimento di «un monte complessivo non superiore a 120 ore per la durata del triennio, e disciplinata dalle regioni sentite, le parti sociali e tenuto conto dell'età, del titolo di studio e delle competenze dell'apprendista». Gli apprendisti-praticanti, o coloro che effettuano un dottorato, qualora mancassero apposite «regolamentazioni regionali», potrebbero fruire di «convenzioni stipulate dai singoli datori di lavoro, o da associazioni con università, istituti tecnici e professionali e istituzioni formative, o di ricerca». A dare il via libera Cna e Confindustria, ma non Confcommercio, che richiedeva venisse sancita «una distinzione di durata del contratto, a parità di figure professionali, tra l'artigianato e tutti gli altri settori economici»; plaude Giorgio Guerrini, presidente di Confartigianato, consapevole che «in Italia oltre 2 milioni di giovani non studiano, né lavorano ed il 26,7% delle imprese non riesce a reperire manodopera qualificata». Si valorizza la «buona flessibilità contro il precariato» secondo il segretario confederale della Uil Guglielmo Loy, mentre Nazzareno Mollicone, segretario confederale dell'Ugl dice a ItaliaOggi che «è importante che i sindacati tutti abbiano espresso parere favorevole, ora guardiamo al varo in Parlamento, è urgente una ristrutturazione dell'istituto». Soddisfatta la Confsal, il cui segretario generale Marco Paolo Nigi dice sì alla «estensione e alle procedure d'attuazione dell'apprendistato professionalizzante e di quello l'alta formazione per l'ingresso nel pubblico impiego».

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