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Cdm, due nuovi ecoreati e responsabilità per le imprese. Riforma per i restauratori

del 08/07/2011
di: La Redazione
Cdm, due nuovi ecoreati e responsabilità  per le imprese. Riforma per i restauratori
Stretta ai reati ambientali, con l'introduzione della responsabilità anche per le persone giuridiche (imprese, enti ecc.) e la previsione di due nuove fattispecie di reato. Una prima, tesa a colpire chi distrugge o possiede specie animali o vegetali selvatiche protette. E una seconda per perseguire chi deteriora habitat naturali protetti. E ancora, rifinanziamento delle missioni all'estero, riordino della professione di restauratore e una raffica di provvedimenti in campo agroalimentare.

Ieri il consiglio dei ministri ha approvato diverse misure, su più campi. In primis, l'esecutivo ha dato via libera al decreto-legge che assicura il rifinanziamento, fino al 31 dicembre prossimo, degli interventi di cooperazione allo sviluppo ed a sostegno dei processi di pace e di stabilizzazione, nonchè delle missioni internazionali delle Forze armate e di polizia. Nel decreto sono previsti per la prima volta, oltre a misure di contrasto alla pirateria, precisi impegni per la riduzione del personale militare per complessive 2070 unità entro fine anno. Il Cdm ha poi dato via libera a uno schema di disegno di legge sulla disciplina di figure professionali che operano nel settore del restauro e della conservazione dei beni culturali. L'obiettivo principale del provvedimento è potenziare il settore e mantenerne l'eccellenza riconosciuta a livello mondiale; il tutto attraverso procedure di selezione pubblica per il riconoscimento delle qualifiche professionali di restauratore e di collaboratore restauratore dei beni culturali. Via libera anche a un nuovo regolamento sulla risoluzione del rapporto di lavoro dei dipendenti di cui è stata accertata l'inidoneità psicofisica permanente e assoluta; previsto anche il demansionamento nei casi di accertata inidoneità psicofisica permanente e relativa, previa verifica dell'idoneità al servizio, con piena garanzia dei suoi diritti derivanti dal rapporto di lavoro. I ministri hanno poi approvato altri tre schemi di provvedimento, tesi a recepire alcune direttive europee. E cioè, la 2007/61 in materia latte conservato; la 2009/12 sulla determinazione e riscossione dei diritti aeroportuali negli aeroporti aperti al traffico commerciale aereo, il cui volume annuale superi la soglia di cinque milioni di movimenti passeggeri; la 2009/54,per la revisione del sistema di riconoscimento e autorizzazione delle acque minerali.

In via definitiva, invece, palazzo Chigi ha approvato altri sei decreti legislativi, anch'essi finalizzati a recepire nell'ordinamento italiano alcune norme europee. E cioè:

- la direttiva 2008/106, che uniforma le regole per i lavoratori marittimi, siano essi italiani, europei o extra-Ue, ma dotati di certificato rilasciato da Stati membri. Restano esclusi dalla disciplina quelli imbarcati su navi militari, da pesca e da diporto che non operano in traffico commerciale;

- le direttive 2008/99 e 2009/123, che danno seguito all'obbligo imposto dall'Unione europea di incriminare comportamenti fortemente pericolosi per l'ambiente, sanzionando penalmente condotte illecite, fino ad oggi non sancite come reati (da ultimo si veda ItaliaOggi7 del 27 giugno 2011). Viene, tra l'altro introdotta la responsabilità delle persone giuridiche, finora non prevista per i reati ambientali. E si introducono nel codice penale nuove fattispecie incriminatrici. Per sanzionare chi uccide, distrugge, preleva o possiede fuori dai casi consentiti esemplari di specie animali o vegetali selvatiche protette. E per colpire chi distrugge o deteriora in modo significativo un habitat all'interno di un sito protetto;

- la direttiva 2008/72, sulla commercializzazione delle piantine di ortaggi, escluse le sementi;

- e le direttive 2008/119 e 120, contenenti norme per la protezione negli allevamenti di vitelli e suini.

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