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Start-up con fisco di favore

del 07/07/2011
di: di Fabrizio G. Poggiani
Start-up con fisco di favore
Perdite fiscali deducibili al 100% e senza limiti di tempo per le imprese di nuova costituzione (start up) e applicazione della disciplina previgente per quelle maturate prima dell'entrata in vigore della modifica normativa.

Ecco quanto emerge dalla lettura della relazione illustrativa al decreto legge 98/2011 (manovra correttiva), concernente le novità introdotte all'articolo 84 del dpr n. 917/1986 (Tuir) per la determinazione del reddito d'impresa (ItaliaOggi, 1/07/2011).

Come anticipato, con il decreto richiamato sono stati sostituiti i commi 1 e 2 dell'articolo 84 del testo unico delle imposte sui redditi, aventi a oggetto il riporto delle perdite di natura fiscale, per le imprese a regime (comma 1) e per le imprese di nuova costituzione (comma 2).

Dalla prima lettura delle disposizioni in commento non era chiaro se anche per le imprese start up le perdite fiscali sarebbero divenute deducibili nel limite dell'80%, stante il rinvio alla determinazione sulla base del comma 1.

Dalla lettura della relazione illustrativa emerge chiaramente che la manovra correttiva interviene sulla disciplina del riporto perdite fiscali, escludendo limiti temporali al riporto (attualmente per le imprese a regime il riporto è limitato a cinque periodi d'imposta), introducendo un limite quantitativo all'imputazione nella misura dell'80% del reddito imponibile in ciascun esercizio (attualmente la deducibilità è piena) e mantenendo la possibilità, per le imprese neo- costituite, di riportare le perdite senza limiti di tempo (già presente nell'attuale impianto normativo) ma, ed è questa la vera novità interpretativa, «in misura piena», se prodotte nei primi tre anni di attività.

Per il legislatore, come indicato nella relazione tecnica, la rivisitazione della disciplina sul riporto delle perdite fiscali ha, quali obiettivi prioritari, quello di sostenere le imprese viaggianti (a regime), per effetto di riconoscere la deducibilità delle perdite senza limiti di tempo, ancorché spalmando le stesse in più esercizi per effetto dell'introdotta soglia dell'80% del reddito imponibile, in presenza di «… ingenti volumi di perdite pregresse che potrebbero non essere utilizzabili nell'arco del quinquennio …».

Ciò significa che, d'ora in poi, le perdite fiscali realizzate dalle imprese a regime, potranno essere utilizzate per l'intero ammontare, calmierando soltanto l'utilizzo, con un effetto di anticipazione delle imposte, limitatamente alla parte del 20% del reddito imponibile realizzato successivamente.

Questa modifica produce anche effetti di semplificazione poiché si evita l'utilizzo di operazioni di natura straordinaria destinate al «rinfrescamento» (refreshing) delle perdite che risultano in scadenza del quinquennio e limitano complesse valutazioni di pianificazione (tax planning) per il recupero delle stesse, anche ai fini dell'iscrizione o mantenimento delle imposte differite, nel corso di formazione dei bilanci d'esercizio, stabilizzando il gettito tributario, a partire dell'esercizio successivo a quello di realizzazione, per effetto dell'introduzione del citato tetto dell'80%.

Infine, ulteriore e quanto mai opportuna indicazione, stante l'assenza di una norma che contempli il periodo transitorio, quella rilevabile dalla relazione tecnica con la quale si conferma che «… il riporto delle perdite maturate prima dell'entrata in vigore della modifica normativa deve avvenire secondo le disposizioni dell'articolo 84 ante modifica …»; di conseguenza, perlomeno per le perdite realizzate fino al 31 dicembre scorso (se contribuenti «solari»), le imprese a regime dovranno tenere conto delle attuali disposizioni che limitano il riporto al quinquennio, ma in misura piena, mentre quelle delle imprese neo-costituite, che si riferiscono a nuove attività produttive, potranno essere riportate senza limiti d'importo e di tempo, con la necessità di tenere d'ora in poi il dettaglio della stratificazione delle perdite fiscali realizzate ante o post manovra.

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