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Bendinelli: costruiamo la nostra pensione con responsabilità

del 01/07/2011
di: La Redazione
Bendinelli: costruiamo la nostra pensione con responsabilità
Domanda. Presidente Bendinelli, apriamo sul sistema previdenziale pubblico: tira ancora aria di riforma?

Risposta. Esprimo un parere da cittadino che da qualche anno si occupa di previdenza in prima persona.

Il governo, per la previdenza pubblica, lavora su due aspetti in linea di principio condivisibili: si tratta di agganciare l'età per andare in pensione alla speranza di vita, sostanzialmente innescando un meccanismo che innalzi l'asticella dell'età quanto più si innalza la speranza di vita. Diversamente il sistema previdenziale non è più sostenibile.

Poi, si tratta di considerare le donne, dal punto di vista previdenziale, al pari degli uomini: entrambe in pensione con almeno 65 anni di età, tanto più che la speranza di vita femminile è maggiore di quella maschile. In questo modo la previdenza pubblica si adeguerebbe alla previdenza privata dei liberi professionisti.

D. I provvedimenti vengono però anticipati.

R. Sì questa è la scelta politica, voluta probabilmente anche dalla necessità di trovare risorse utili per la manovra da circa 40 miliardi di euro, se i numeri verranno confermati. Non entro nel merito della politica, dico solo che è tecnicamente giusta: bisogna lavorare un po' di più, se si vive più a lungo, e le donne devono avere pari diritti e pari finestre di uscita dal lavoro.

D. Stessi problemi anche nella previdenza privata?

R. Le questioni che oggi sono all'ordine del giorno nel sistema pubblico lo sono state per i professionisti 15 anni fa e ogni categoria professionale, in base alla sua storia, ha fornito le sue risposte. Oggi sta esplodendo nella previdenza privata che applica il sistema contributivo una diversa ma grande ed importante questione di sostenibilità sociale: dobbiamo garantire pensioni più congrue con proposte e riforme fattive.

D. Per esempio?

R. È noto che finalmente è stata approvata la miniriforma Lo Presti, che ci permetterà di utilizzare una parte di quello che tecnicamente prende il nome di «contributo integrativo», cioè una percentuale di risorse versate dai nostri clienti, per migliorare le pensioni. Io qui pongo un obiettivo, che esplicito in modo chiaro: mi batterò per portare la pensione dei miei colleghi giovani, quindi di chi potrà risparmiare per 35 anni, al 40% rispetto al reddito, utilizzando la leva della Lo Presti ma anche convincendo i miei colleghi a versare responsabilmente di più. Questo «sacrificio» previdenziale è necessario se vogliamo raggiungere un obiettivo di maggiore tranquillità nel momento della nostra uscita dal mondo della professione.

D. Esiste una proposta?

R. I contenuti delle nuove regole sono compito dell'organo di indirizzo generale il quale con professionalità e responsabilmente sta lavorando alle leve di intervento. Quando la proposta sarà elaborata bisognerà spiegarla porta e porta, ufficio per ufficio, con la collaborazione di tutti i collegi sul territorio.

D. Quali sono le ragioni della riforma?

R. È lampante, dobbiamo evitare che una popolazione di giovani professionisti abbia una terza età senza una adeguata copertura assicurativa. Mi perdoni le parole crude, ma dobbiamo uscire dalla finzione delle metafore: solo se risparmio di più aumento il mio conto pensionistico. Il nostro sistema pensionistico si fonda sulla regola elementare che la pensione di ciascuno di noi è condizionata solo dai contributi versati.

D. Le nuove regole toccheranno anche gli over 65?

R. Mi lasci dire che il risparmio per la pensione non ha età, ed è utile a 30 come a 65 anni. Noi abbiamo avuto un contenzioso con l'Inps, peraltro non ancora risolto, in cui l'Istituto nazionale spingeva per limitare la nostra autonomia imponendo il versamento anche ai pensionati lavoratori periti industriali, in contrasto con il nostro regolamento. L'imposizione non l'ho accettata n'è l'accetterò in futuro ed è per questo che l'ente ha sostenuto i nostri iscritti anche nella fase di massima criticità giudiziale. Coerentemente con il principio e la regola previdenziale, oggi rivisitata dal governo, secondo cui l'adeguatezza sociale della pensione non può essere sganciata dalla speranza di vita, ritengo necessario ed opportuno rivalutare l'opportunità di incrementare il risparmio previdenziale anche se sono maturati i requisiti per la pensione.

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