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Giudici tributari, l'incompatibilità blocca le liti

del 01/07/2011
di: La Redazione
Giudici tributari, l'incompatibilità blocca le liti
La stretta sulle incompatibilità dei giudici rischia di provocare la paralisi della giustizia tributaria. Sarebbero circa l'80%, tra magistrati e liberi professionisti, i componenti delle Ctp e delle Ctr interessati dai nuovi paletti posti dalla manovra correttiva (si veda ItaliaOggi del 29 giugno scorso). Entro due mesi dall'entrata in vigore della manovra, essi dovranno far cessare la condizione che li rende incompatibili, oppure abbandonare l'incarico. Una circostanza, questa, «in assoluto contrasto con l'esigenza di un potenziamento dell'attività giudiziaria, resa peraltro necessaria dalla prossima entrata in vigore degli accertamenti esecutivi». Ad affermarlo è il presidente del Cpgt, Daniela Gobbi, in una lettera indirizzata ieri al presidente della repubblica, Giorgio Napolitano. La riforma della giurisdizione tributaria contenuta nella manovra del governo, infatti, prevede norme più rigide per la configurazione dei casi di incompatibilità tra la figura del giudice tributario e quella del professionista. Già in passato la giurisprudenza amministrativa ha stretto sempre di più il confine per chi offre consulenza in materia fiscale, anche in modo occasionale o accessorio. Ora, però, viene previsto ex lege che è incompatibile anche chi si limita a detenere le scritture contabili o a redigere bilanci, nonché chi risulta iscritto negli albi professionali che abilitano all'assistenza tecnica nel contenzioso tributario. Una norma potenzialmente incostituzionale, secondo il Cpgt, in quanto in contrasto con il parametro della ragionevolezza (articolo 3 Cost.). La manovra estende la causa di incompatibilità anche ai conviventi e non più soltanto a parenti e affini. Un'altra disposizione che, rileva l'organo di autogoverno della giustizia tributaria, «rende impossibile anche il reclutamento futuro di giudici, perché si ritiene che siano davvero pochi quelli che, ancorché non iscritti personalmente ad un albo, non abbiano rapporti di parentela, affinità o convivenza con persone che sono iscritte negli albi professionali». Ma la protesta del Consiglio di presidenza riguarda anche le norme che riammettono quali giudici tributari gli avvocati dello stato («fino ad oggi ritenuti incompatibili, essendo a essi affidata l'Agenzia delle entrate») e gli ispettori dell'amministrazione. Indipendenza a rischio, si legge nella lettera, anche con riguardo alle previsioni che modificano la composizione del Cpgt, vale a dire l'attribuzione d'ufficio della presidenza al primo presidente della Cassazione e l'obbligo di nominare il vicepresidente tra i componenti eletti dal parlamento. La lettera indirizzata da Gobbi al Quirinale stigmatizza anche altri interventi, quali l'attribuzione del potere di vigilanza sui servizi di segreteria al ministero (e non più ai presidenti di commissione) e la «riserva» prevista in favore dei magistrati togati nelle Ctr. Quest'ultima norma, in particolare, appare al consiglio «irragionevole e contraddittoria», in quanto istituisce «senza una motivazione idonea, considerato l'innalzamento della soglia di incompatibilità, riserve di posti a favore dei magistrati di carriera».

Valerio Stroppa

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