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Invalidità civili, un processo doc

del 30/06/2011
di: di Antonio G. Paladino
Invalidità civili, un processo doc
Dal prossimo Capodanno, cambiano le regole nelle controversie per l'accertamento delle invalidità civili, per le disabilità e per le controversie in materia di concessione della pensione e dell'assegno di inabilità. Infatti, chi intenderà proporre in giudizio, domanda per il riconoscimento dei propri diritti, dovrà dapprima presentare un'istanza di accertamento tecnico per la verifica preventiva delle condizioni sanitarie poste a sostegno della domanda stessa. Il tutto, ovviamente, al fine di evitare di ingolfare le aule di tribunali (con ricorsi che magari non hanno ragion d'essere) e per fare correre più spedita la macchina della giustizia. La manovra correttiva operando l'aggiunta di un apposito comma (art. 445-bis) al cpp, stabilisce che nelle controversie in materia di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità, nonché in quelle per la concessione delle pensioni e degli assegni di inabilità, il soggetto che intende far riconoscere i propri diritti, dovrà presentare un'istanza di accertamento tecnico che, preventivamente verifichi la sussistenza di quanto si intenda far valere. L'espletamento della accertamento tecnico preventivo, infatti, costituisce «condizione di procedibilità» della domanda. Il giudice, ove rilevi che l'accertamento tecnico preventivo non è stato espletato, ovvero che è iniziato ma non si è ancora concluso, assegna alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione dell'istanza o per il completamento dello stessa. Una volta concluse le operazioni di consulenza, il giudice, con decreto, fissa un termine perentorio (non superiore a trenta giorni), entro il quale, le stesse parti devono dichiarare, con atto scritto depositato in cancelleria, se intendono contestare le conclusioni cui è pervenuto il consulente tecnico dell'ufficio (Ctu) nella stesura del predetto accertamento. Se non si sollevano contestazioni, il giudice omologa l'accertamento del requisito sanitario, secondo le risultanze probatorie che scaturiscono dalla relazione del Ctu. Tale omologazione si sostanzia in un decreto, non impugnabile né modificabile, che viene notificato agli enti in causa i quali, previa verifica di tutti gli ulteriori requisiti previsti dalla normativa vigente, provvedono entro 120 giorni, al pagamento delle relative prestazioni. In caso di mancato accordo, poi, la parte che contesta le conclusioni del Ctu, ha tempo trenta giorni dalla formulazione del dissenso per depositare il ricorso.
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