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Una tassa in più sui macchinoni

del 30/06/2011
di: di Giovanni Galli
Una tassa in più sui macchinoni
Arriva una tassa addizionale per gli autoveicoli più potenti, Suv in primis. E sarà operativa già dal 2011. È quanto prevede la bozza aggiornata di manovra correttiva, oggi al vaglio del consiglio dei ministri. In particolare, per le auto la manovra introduce un'addizionale annuale erariale della tassa automobilistica, che interesserà i veicoli di potenza superiore ai 125 kw (circa 170 cavalli). In particolare, nell'articolato si legge che partire dal 2011, «per le autovetture e per gli autoveicoli per il trasporto promiscuo di persone e cose è dovuta una addizionale erariale della tassa automobilistica» che si applicherà a ogni chilowatt superiore i 125. In caso di mancato pagamento si applicherà, poi, una sanzione pari al 30% dell'importo non versato. E la tassa, ovviamente, aumenterà con l'aumentare della potenza. Ma non finisce qui.

Banche e finanza. Anche le transazioni finanziarie finiscono sotto la scure fiscale; su di esse si applicherà, infatti, un'imposta di bollo dello 0,15%. Anche se, ancora, non è certo se la nuova tassa finirà nel disegno di legge delega per la riforma fiscale o nel decreto legge sulla manovra. L'esigenza di fare cassa, però, farebbe propendere per questa seconda opzione. Sia come sia, l'imposta di bollo, si legge ancora nella bozza della manovra, si applicherà «alle transazioni aventi ad oggetto strumenti finanziari concluse nel territorio dello Stato per il tramite delle banche e delle imprese di investimento abilitate all'esercizio professionale nei confronti del pubblico dei servizi» e di alcune «attività di investimento». L'imposta non sarà dovuta, invece, «per le transazioni aventi ad oggetto titoli di Stato e per quelle relative a titoli mediante i quali è acquisito o integrato il controllo o il collegamento ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile». Toccherà poi a un decreto del ministro dell'Economia stabilire le modalità di applicazione dell'imposta, mentre un provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate stabilirà gli adempimenti e le modalità per il versamento dell'imposta.

Sempre in ambito finanziario arriverà un'altra tassa, questa volta sulle banche. A quanto sembra, si tratterà di una tassazione separata al 35% sull'attività di trading. In particolare, l'aliquota del 35% si applicherà al risultato complessivo netto derivante dalla gestione delle attività detenute per la negoziazione. Esclusi i titoli di debito (bot, obbligazioni ecc.) e le quote negli Organismi d'investimento collettivo di risparmio (fondi d'investimento).

Fatti due conti, la manovra prevede una stangata sugli istituti di credito, quantificata in 1 miliardo di euro nel 2011 e 3 mld di euro nel 2012. E non è finita: la manovra estende anche alle partecipazioni di controllo la rivalutazione contabile di marchi e avviamenti prevista dal dl anticrisi del novembre 2008. Un tentativo andato a vuoto di inserire la misura era stato fatto anche con il dl sviluppo. La disposizione aveva permesso a molte banche di aumentare gli indici patrimoniali, ridotti per via della crisi finanziaria.

Accertamento con adesione. Saranno conclusi, con più facilità, gli «accertamenti con adesione» con i grandi contribuenti, sopprimendo la garanzia fideiussoria nel caso in cui i contribuenti stessi decidano di aderire alla contestazione del fisco per importi superiori ai 50.000 euro.

Social card. Cambiando fronte, la manovra correttiva prevede anche il finanziamento della social card con gli introiti da gioco. In particolare, un importo pari a una percentuale ancora non definita «delle spese annue sostenute per la pubblicità dei prodotti di gioco» sarà destinato «al finanziamento della carta acquisti finalizzata all'acquisto di beni e servizi a favore dei cittadini residenti che versano in condizione di maggior disagio economico».

Enti locali. Tagli, invece, sul versante enti locali e territoriali. Comuni, province e regioni dovranno rinunciare a 9 miliardi di euro nel biennio 2013-2014. Le riduzioni, secondo quanto si apprende, dovrebbero essere suddivise in circa 3,5 miliardi di euro nel 2013 e 5,5 miliardi nel 2014. Contestualmente, verrà introdotta, però, una norma di salvaguardia dai tagli per i comuni «virtuosi».

Pescatori. Infine, il fermo pesca. La manovra stabilisce che, per far fronte allo stato di eccezionale sfruttamento delle risorse ittiche e al rialzo dei costi energetici e di produzione che hanno determinato ripercussioni negative nei confronti del reddito degli operatori del settore, viene concesso alle imprese l'arresto temporaneo dell'attività di pesca da un minimo di 30 a un massimo di 45 giorni. A scopo compensativo per le imprese, però, la manovra correttiva stanzia 22 milioni per il 2011. L'obiettivo di questa misura è di salvare la produzione ittica made in Italy dopo il crollo del 50% fatto registrare in Adriatico nei primi mesi del 2011.

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