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L'Esperto Risponde Territorialità Iva delle prestazioni di intermediazione

del 28/06/2011
di: Marco Giorgetti
L'Esperto Risponde Territorialità Iva delle prestazioni di intermediazione
Dal 1° gennaio 2011 sono entrate in vigore ulteriori disposizioni sulla territorialità Iva: la regola generale prevede che per identificare se l'operazione di intermediazione ricada o meno nell'ambito territoriale dell'Iva si debba fare riferimento allo «stabilimento» del committente-ditta mandante, se operatore economico.

Se il committente è un soggetto stabilito in Italia la fattura sarà sempre territorialmente rilevante, quindi in ambito Iva. Se il committente è stabilito all'estero la fattura non sarà mai territorialmente rilevante. Il fatto che la fattura sia territorialmente rilevante non significa necessariamente che sia soggetta a imposta: in ambito Iva rientrano infatti sia le operazioni imponibili che quelle non imponibili, nello specifico delle intermediazioni disciplinate nell'art. 9 del dpr 633/72.

Per esempio: agente di commercio italiano che percepisce una provvigione da una società italiana per vendite promosse in Uruguay per beni che vengono ivi esportati. In questo caso l'operazione si considera territorialmente rilevante ma sarà «non imponibile» ai sensi dell'art. 9, comma 1, n. 7, dpr 633/72.

Nel caso l'intermediazione venga commissionata da un «privato», in deroga al principio generale, rileva, ai sensi dell'art. 7-sexies il luogo dove viene intermediata l'operazione. Se viene intermediata nel territorio dello stato l'operazione sarà territorialmente rilevante; se fuori dal territorio dello stato sarà «fuori campo Iva».

Un caso particolare, sempre in deroga alla regola generale, e disciplinato dall'art. 7-quater, riguarda le intermediazioni relative agli immobili, per le quali non conta la qualità ne lo stabilimento del committente, ma si fa riferimento unicamente al luogo in cui è ubicato l'immobile: se ubicato nel territorio dello stato l'intermediazione è soggetta a Iva, diversamente, se ubicato all'estero, non sarà mai soggetta a Iva.

Vorremmo richiamare l'attenzione sul fatto che se un'operazione è classificata «fuori campo Iva» per la legislazione italiana, non significa necessariamente che siamo comunque esonerati da ogni adempimento, specie in ambito comunitario.

Per esempio, agente italiano che percepisce da un cliente italiano una provvigione per una vendita di un'immobile a Parigi. L'operazione è sì «fuori campo Iva» in Italia, ma dovrà scontare l'Iva francese, pertanto l'agente italiano dovrà nominare un «rappresentante fiscale» francese per l'assolvimento dell'imposta in Francia.

Concludiamo con il ricordare che le prestazioni di intermediazione effettuate nei confronti di operatori economici comunitari così come quelle ricevute devono confluire negli elenchi intrastat servizi.

Quelle effettuate o ricevute da operatori economici stabiliti nei paesi a «fiscalità privilegiata» devono confluire negli elenchi black list.

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