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Autofattura cumulativa se il committente è lo stesso

del 28/06/2011
di: La Redazione
Autofattura cumulativa se il committente è lo stesso
Per le prestazioni di servizi ricevute dallo stesso fornitore estero, in relazione alle quali non è stato pagato il corrispettivo, il committente nazionale può emettere un'autofattura cumulativa mensile, anticipatoria del momento di effettuazione dell'operazione. La progettazione e la direzione di lavori immobiliari non è soggetta all'Iva in Italia se l'immobile si trova all'estero. Sono due precisazioni in materia di Iva contenute nella circolare dell'Agenzia delle entrate n. 29 del 27 giugno 2011.

Autofattura cumulativa. Era stato chiesto se il committente nazionale, in relazione alle prestazioni rese dallo stesso fornitore estero nell'arco di un mese, potesse emettere un'unica autofattura in via opzionale, considerato che nel mese di riferimento non è avvenuto alcun pagamento. La risposta dell'agenzia è affermativa. Nella circolare viene precisato infatti che, nella fattispecie, il soggetto passivo nazionale può emettere volontariamente un'autofattura anticipata rispetto al momento di effettuazione dell'operazione, che per le prestazioni di servizi coincide con il pagamento del corrispettivo (non essendo ancora stata recepita la regola speciale prevista per i servizi generici intracomunitari dalla direttiva n. 117del 2008). In tal caso, aggiunge la circolare, l'autofattura dovrà riportare il totale delle prestazioni ricevute nel mese di riferimento, distinto per singola prestazione. È da rilevare che, secondo la normativa vigente, l'autofattura volontaria, in assenza di pagamento del corrispettivo, determinando essa stessa l'effettuazione anticipata della prestazione, dovrebbe essere possibile senza il vincolo del mese.

Servizi di progettazione di immobili. La domanda mirava a chiarire se un ingegnere italiano, al quale una società nazionale ha commissionato la progettazione di un complesso immobiliare in un paese extra Ue «non black list», potesse fatturare la prestazione senza l'addebito dell'Iva per difetto del requisito territoriale, trattandosi di un servizio relativo a beni immobili, sottoposto come tale al criterio speciale di territorialità previsto dall'art. 7-quater del dpr 633/72. Nella risposta, l'agenzia premette che, secondo la giurisprudenza della corte di giustizia Ue, le disposizioni della direttiva che prevedono deroghe rispetto ai principi generali devono essere interpretate in maniera restrittiva, richiamando le sentenze C-49/09 del 28/10/2010, C-86/09 del 10/6/2010, C-308/96 e C-94/97 del 22/10/1998. È quindi alla luce di tale principio, prosegue, che deve essere analizzata la disposizione dell'articolo 7-quater, lettera a). Invero, occorre osservare che le suddette sentenze non riguardano la materia della territorialità, in relazione alla quale la corte ha invece chiarito che fra il criterio generale e i criteri speciali di localizzazione delle prestazioni di servizi non vi è un rapporto di regola ed eccezione, sicché le relative disposizioni non sono sottoposte al principio dell'interpretazione restrittiva (si veda, tra l'altro, la sentenza 7/9/2006, C-166/05). Nel merito, l'agenzia ricorda che il criterio speciale si applica, tra l'altro, alle prestazioni inerenti alla preparazione e al coordinamento dell'esecuzione dei lavori immobiliari, tra le quali si intendono ricomprese le prestazioni, rese da ingegneri, architetti o altri professionisti abilitati, relative alla progettazione e alla direzione di lavori immobiliari di uno specifico immobile, come pure quelle relative alla progettazione degli interni e degli arredamenti. Sono invece al di fuori della disposizione in esame la progettazione non riferita ad immobili specificamente individuati e i servizi di consulenza e assistenza tecnica o legale che non afferiscono direttamente alla preparazione e al coordinamento dei lavori immobiliari, anche se riferiti a un dato immobile. Conclusivamente, secondo la circolare, la progettazione di un complesso immobiliare specificamente individuato e sito in un paese non black list rientra nella previsione dell'articolo 7-quater, lettera a), per cui il committente nazionale non è tenuto ad alcun adempimento ai fini Iva. Pare opportuno precisare che, ai fini della territorialità, è irrilevante che l'immobile sia situato o meno in un paese black list.

Franco Ricca

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