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La riscossione è in ferie forzate

del 25/06/2011
di: di Cristina Bartelli
La riscossione è in ferie forzate
Conferma del blocco dell'attività di riscossione coattiva. Obbligo di bon ton nei rapporti con il contribuente. Addirittura la capacità di sorridere diventa criterio di scelta del dipendente da assegnare al front office.

I rapporti tra agenti della riscossione e intestatari di cartelle di pagamento segnano il minimo storico di un ipotetico indice di gradimento ed Equitalia corre ai ripari. Dopo l'annuncio della preparazione di una campagna pubblicitaria sul lavoro degli esattori (si veda ItaliaOggi del 22/6/2011) negli uffici delle società del gruppo è arrivato l'input di scegliere per lo sportello dipendenti dalla spiccata capacità al sorriso, oltre ad avere una tempra di ferro per resistere ai continui attacchi che negli ultimi mesi sono diventati una costante.

È quanto hanno evidenziato le sigle sindacali dei lavoratori della riscossione della Lombardia, in una conferenza convocata ieri a Milano alla Camera del lavoro per dire la loro sul restyling della riscossione e sul disagio del lavorare sotto attacco pur essendo mero esecutore di norme decise dal legislatore. Evidente che il rapporto con i contribuenti, per Equitalia, è diventato sempre più delicato ma anche in un certo senso strategico. Secondo quanto risulta a ItaliaOggi, infatti, in alcune voci relative al sistema incentivante 2011 compare come indicatore per misurare la performance quantitative, oltre il raggiungimento degli incassi da ruolo, proprio la relazione con chi paga le imposte, con un valore da definire ma che incide e dà il suo apporto al calcolo con il 30%.

Insomma gli obiettivi delle performance quantitative 2011 dovranno tenere conto non solo del totale incassi da ruolo, degli incassi da ruoli erariali o di quelli dei ruoli previdenziali Inps, visto che accanto a queste voci ci sarà la new entry della relazione con il contribuente.

Intanto, sempre per cercare di allentare la tensione accumulata sui dipendenti di Equitalia, bersagli di atti violenti, continua il blocco di qualunque tipo di attività di riscossione (si veda ItaliaOggi del 26 e 27/5/2011). I sindacati confermano infatti che «da 20 giorni non si procede a iscrizioni di ipoteche o fermi, insomma, a qualunque attività di riscossione coattiva. Accettiamo solo atti di riscossione spontanea e cioè il contribuente che spontaneamente arriva agli uffici perché vuole adempiere». Per i sindacati il blocco dell'attività determina delle ricadute sui dipendenti per quel che concerne anche la valutazione dei risultati per la parte variabile e incentivante della retribuzione: «I dipendenti di Equitalia risultano penalizzati: dal dl 122, e dalle voci economiche contrattuali», sottolineano i rappresentanti dei lavoratori del credito.

In Lombardia, peraltro, il passaggio di consegne della riscossione da Equitalia ai comuni, previsto dal decreto legge sviluppo, approvato alla Camera e ora all'esame del Senato, è seguito con preoccupazione: «Per l'attività di Milano», raccontano le sigle dei lavoratori della riscossione, «le multe, ma anche gli affitti a canone agevolato, il mancato pagamento delle rette scolastiche, l'occupazione abusiva degli spazi pubblici, portano nelle casse circa il 25% del riscosso». La preoccupazione è anche sulla ricaduta occupazionale del cambio di rotta sulla riscossione locale. Ieri Equitalia ha diffuso una nota in cui smentiva le voci circolate all'indomani di un incontro tra Attilio Befera, presidente di Equitalia e i rappresentanti sindacali su ipotesi di esuberi. Il presidente di Equitalia, durante l'incontro, aveva infatti rassicurato che il passaggio non avrebbe avuto riflessi occupazionali. Poi, dopo la riunione, è arrivata una stima dell'impatto su Equitalia Sud dove a rischiare potrebbero essere in 800. La nota della capogruppo, però, sostiene prive di fondamento le voci e le notizie riguardanti l'esistenza di esuberi di personale nel Gruppo.

Infine, in vista della scadenza di settembre, per completare le procedure di discarico dei ruoli inesigibili, quei ruoli cioè di cui non è possibile il recupero, gli agenti della riscossione iniziano a essere in affanno: «Negli uffici», raccontano a ItaliaOggi, «stiamo iniziando a preparare le comunicazioni di inesigibilità su cui saranno effettuate delle verifiche a campione. È un'altra fonte di pressione», spiegano, «perché accanto al lavoro ci saranno anche gli enti locali che chiederanno il riscontro dell'inesigibilità con rischi di azioni legali per i dipendenti».

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