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Morti sul lavoro, c'è troppa impreparazione

del 23/06/2011
di: Vincenzo Lucarelli
Morti sul lavoro, c'è troppa impreparazione
Non avremmo voluto occuparci ancora una volta di un morto sul lavoro: un romeno di 22 anni, durante l'esecuzione di un intervento di manutenzione a un serbatoio di gasolio, da rivestire con lana di vetro e resina, all'interno del giardino di una villa di Pescara. Da alcuni anni a questa parte, morti sul lavoro e feriti gravi, all'interno di cisterne, serbatoi e pozzi neri sembrano aver assunto una frequenza preoccupante. Segno evidente di disinformazione e impreparazione tecnico-professionale. Si tratta di un ennesimo caso di mala sicurezza, a cui bisognerebbe porre rimedio, perché le ditte di manutenzione manifestano spesso superficialità comportamentale. Per quanto riguarda la dinamica dell'infortunio di Pescara, ritorna a farsi sentire la necessità di evitare il ricorso ai subappalti, nonché a un lavoro a cui corrisponde molto spesso una retribuzione a nero.

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