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La Lapet va all'università

del 18/06/2011
di: Pagina a cura di Pamela Giufrè
La Lapet va all'università
L'associazione nazionale tributaristi Lapet, presieduta da Roberto Falcone, ha suscitato, nell'ambito di «Università aperta», grande interesse.

L'Università di Padova, una delle più antiche d'Italia, ha aperto le porte della prestigiosa sede di Palazzo Bo per far scoprire ad aziende e organizzazioni quali sono i profili che nascono e crescono nell'ambito accademico. Un'occasione per studenti e laureati di ottenere attraverso stage, tirocini e seminari; un orientamento al mondo del lavoro, come ha spiegato il rettore Giuseppe Zaccaria, promuovendo l'incontro tra domanda e offerta.

All'iniziativa la Lapet ha dato un contributo notevole in termini di competenza e professionalità. Nell'ambito del programma di formazione perseguito dall'associazione, la partecipazione all'evento è stata non solo un'occasione per far conoscere la realtà associativa e la professione del tributarista ma strumento per indicare ai numerosi studenti intervenuti, un percorso, una prospettiva di carriera nel mondo del lavoro.

Nel suo intervento il presidente Falcone ha spiegato: «La Lapet nasce nel lontano 1984 grazie all'intuito di alcuni soci professionisti che, con la costituzione dell'associazione, hanno inteso, da un lato, affermare i principi costituzionali della libertà d'iniziativa economica, dall'altro, proporre al mercato dei servizi una nuova figura professionale particolarmente qualificata e specializzata nel settore fiscale. Il post riforma fiscale degli anni 70 aveva prodotto, a causa dei numerosi adempimenti generati dalle nuove norme fiscali, una richiesta più specifica di professionisti del settore economico-contabile, con particolare specializzazione nel campo tributario». Nasce così la figura del tributarista, in particolare associato Lapet.

«Sino al 1984», ha continuato Falcone, «nella cultura del nostro Paese, è prevalsa la convinzione che è professionista solo colui che è iscritto in un albo. Questa convinzione è servita più per tutelare interessi corporativi che quelli reali dell'utenza dei servizi professionali. Il nostro merito è stato proprio quello di aver sollevato il problema che le professioni non sono solo quelle ordinistiche e che, laddove l'attività non è riservata per legge, la si può liberamente esercitare, purché in possesso di adeguate competenze». Principi questi ultimi affermati dalla Corte costituzionale e dalla giurisprudenza in più occasioni.

È da considerare che nei soli ultimi cinque anni gli aspiranti professionisti sono diminuiti del 20,4% e sono circa 35 mila quelli che hanno deciso di non tentare la strada dell'albo dopo la laurea. Il calo potrebbe anche dipendere dalla difficoltà di accesso al mercato delle professioni, ora ancor più fortemente competitivo, di fronte al quale, molti giovani, rinunciano in partenza, poiché non in grado di fronteggiare l'agguerrita concorrenza.

«Oggi, quando il mercato del lavoro soffre di un grave stallo e i giovani laureati sono in fuga dagli ordini», ha commentato Falcone, «il nostro impegno è quello di continuare a sostenere il riconoscimento delle nuove professioni. Allorché la recessione economica continua a produrre i suoi effetti, la politica associativa Lapet produce diversi vantaggi, da un lato un più immediato inserimento nel mondo del lavoro del tributarista, dall'altro l'assistenza e la rappresentanza come tutela professionale, mettendo a disposizione mezzi adeguati per un migliore esercizio dell'attività. Della nostra attività ci dà merito soprattutto la Comunità europea recependo, nell'ambito di due direttive (Riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali e servizi) i principi propugnati da anni dalla Lapet. L'ultimo riconoscimento, derivante dalla direttiva qualifiche, viene dalla prossima iscrizione della Lapet nell'elenco delle associazioni professionali rappresentative a livello nazionale ed abilitate a partecipare alle piattaforme europee, atte a stabilire le misure compensative per il reciproco riconoscimento delle professioni».

La Lapet, pur rappresentando una categoria professionale, ha come obiettivo principale la tutela dell'utenza, realizzata attraverso una sempre maggiore qualificazione dei suoi iscritti e le opportune garanzie patrimoniali, in caso di risarcimento del danno professionale, attraverso adeguate coperture assicurative.

Il workshop del 9 giugno a Padova è stato anche occasione per presentare il college Lapet, un corso operativo post diploma, promosso dalle sedi provinciali Lapet. Attraverso la proiezione di slide gli intervenuti hanno potuto prendere atto dell'attenzione che la Lapet rivolge all'attività formativa su tutto il territorio nazionale: convegni, corsi di formazione e aggiornamento continuo anche mediante e-learning. «L'occupazione vive una profonda crisi, come evidenziato dai dati Istat, nel biennio 2009-2010 gli occupati sono scesi di 532 mila unità. I più colpiti sono i soggetti compresi nella fascia di età tra i 18 e i 29 anni che non lavorano né frequentano alcun corso di istruzione o formazione. I giovani hanno bisogno di fiducia e di intravedere una prospettiva di lavoro seria. Sta a noi indirizzarli sulle scelte migliori, già dall'età scolare», ha concluso Falcone, «Un'attenta analisi va fatta su quelle che sono le tipologie di richiesta del mercato, formare e sostenere i giovani affinché possano diventare i professionisti e i lavoratori del domani».

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