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Unico in Agenzia se la situazione è semplice

del 16/06/2011
di: di Valerio Stroppa
Unico in Agenzia se la situazione è semplice
La compilazione del modello Unico «in Agenzia» può essere uno strumento utile per i contribuenti che presentano una situazione reddituale non particolarmente complessa. Ma in ogni caso non dovrà rallentare l'ordinaria attività dei Cam e dei Cop. E il potenziamento della consulenza delle Entrate non sarà a costo zero per la collettività. Sono queste le impressioni dei professionisti a commento della proposta illustrata ai sindacati dal direttore centrale servizi ai contribuenti, Aldo Polito, riguardante il potenziamento della consulenza fiscale, finalizzata a massimizzare il numero di chi riuscirà a predisporre la propria dichiarazione senza l'ausilio di intermediari (si veda ItaliaOggi di ieri).

«Sul fatto che un cittadino persona fisica che non esercita attività di impresa o di lavoro autonomo debba poter essere in grado di fare la propria dichiarazione dei redditi senza bisogno di consulenze particolari siamo tutti d'accordo», osserva Claudio Siciliotti, presidente del Cndcec. «Talmente d'accordo che sarebbe il caso che l'Agenzia delle entrate si preoccupasse di predisporre una modulistica sufficientemente semplice da non richiedere nemmeno la sua di consulenza. In ogni caso ciò non sarà a costo zero per la collettività: il punto è capire quanto una p.a. sarà in grado di assistere adeguatamente un numero rilevante di contribuenti senza chiedere allo Stato, e quindi a tutti noi, ulteriori risorse rispetto a quelle che già le vengono attribuite per svolgere i propri compiti, e quanto magari non possa alla fine rivelarsi meno onerosa per il sistema-Paese l'azione sussidiaria di liberi professionisti».

Secondo i consulenti del lavoro, tuttavia, il rafforzamento dei Cam e dei Cop delle Entrate non potrà sostituire il ruolo dei professionisti. «La gestione delle dichiarazioni fiscali è un'attività complessa che necessita di un rapporto fiduciario tra il contribuente e chi le predispone», spiega il presidente nazionale Marina Calderone: «Il ruolo dei consulenti del lavoro e più in generale quello di tutti gli intermediari abilitati è proprio caratterizzato dal concentrare questo elemento con un'elevata professionalità, un mix difficile da ritrovare in una consulenza ''spot”».

Piuttosto scettici anche i centri di assistenza fiscale. «Il potenziamento della consulenza e dei servizi telematici è un progetto che l'Agenzia persegue da tempo», commenta Valeriano Canepari, coordinatore della consulta nazionale dei Caf, «il vero punto è capire quanto le risorse, limitate per definizione, debbano essere destinate su questa tipologia di servizi piuttosto che su altre funzioni di primaria importanza. Continuo a pensare che sia più proficuo per l'erario ma anche per la collettività che l'Agenzia si concentri sulla lotta all'evasione e all'elusione, con i compiti dichiarativi delegati ai contribuenti direttamente o tramite intermediari, che lo stanno già facendo da anni con efficienza e a costi contenuti».

Ciò che le categorie auspicano all'unisono, tuttavia, è che l'Unico allo sportello non penalizzi l'attività di routine. «Non siamo assolutamente contrari né riteniamo il progetto un'ingerenza nell'attività di consulenza degli intermediari», spiega Riccardo Alemanno, presidente dell'Istituto nazionale tributaristi, «anche se presumo che la novità potrà riguardare un numero limitato di contribuenti, ossia i soggetti che non presentano situazioni di grande complessità dal punto di vista dichiarativo. Viceversa è difficile immaginare il lavoratore autonomo o l'imprenditore recarsi con tutte le sue carte allo sportello e starci magari qualche ora. Detto ciò, mi auguro che questo non crei dei blocchi e delle code per altre tipologie di pratiche, cosa che peraltro in molti casi già avviene».

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