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Bene sull'Irpef. Dubbi sull'attività d'impresa

del 02/06/2011
di: Valerio Stroppa
Bene sull'Irpef. Dubbi sull'attività d'impresa
Bene le regole sulla determinazione degli acconti Irpef e sulla non applicazione dei tributi speciali alla registrazione dei contratti, mentre permangono alcuni dubbi in ordine alla possibile configurazione dell'attività d'impresa da parte di chi concede in locazione diversi immobili. Sono queste le prime impressioni a caldo degli operatori nel giorno in cui l'Agenzia delle entrate, con la circolare n. 26/E del 2011, ha offerto numerose istruzioni pratiche per l'applicazione del regime agevolato della cedolare secca.

«Il chiarimento che accogliamo con maggiore favore è quello relativo ai tributi speciali», afferma Giorgio Spaziani Testa, segretario generale di Confedilizia, «perché risolve finalmente una questione che noi chiedevamo da tempo di definire, se non altro per garantire uniformità sul territorio». La circolare precisa infatti che per la registrazione dei contratti di locazione non sono dovuti i tributi speciali previsti dal dl n. 533/1954. E ciò a prescindere dall'opzione o meno per il regime della cedolare secca. «È un passo importante», prosegue Spaziani Testa, «perché in realtà in taluni casi gli uffici chiedevano il versamento di tali somme. Non si trattava certamente di grandi importi, ma questa mancanza di omogeneità creava incertezza e se vogliamo anche un'idea di disparità di trattamento. Ora il problema è risolto una volta per tutte».

Restano però aperti alcuni aspetti sui quali la circolare non ha fornito risposte. Per esempio sulla questione, sollevata proprio da Confedilizia (si veda ItaliaOggi di ieri), delle locazioni plurime da parte di persone fisiche «timorose» di essere considerate quali esercenti attività di impresa e, quindi, escluse dal nuovo regime. «Riteniamo che esista ancora qualche zona di incertezza, per esempio nei casi di quei proprietari che si limitano a concedere in locazione un numero rilevante di propri immobili, magari attraverso soggetti che gestiscono la locazione», conclude Spaziani Testa. «Il dubbio è che ci possa essere qualche funzionario dell'amministrazione finanziaria che inquadri tale fattispecie come un esercizio d'impresa, impedendo quindi in questo modo la fruizione del regime della cedolare».

«La circolare merita un giudizio favorevole», sottolinea Claudio Carpentieri, responsabile fiscale della Cna, «soprattutto laddove disciplina i criteri per la determinazione degli acconti Irpef per i soggetti che optano per la cedolare. Riconoscere la possibilità di diminuire l'acconto 2011 eliminando i redditi degli immobili assoggettati alla cedolare è una scelta equa che va nell'ottica della miglior semplificazione possibile stante la norma».

«Apprezziamo il notevole sforzo interpretativo svolto dall'Agenzia, che ha corredato con numerosi esempi il documento di prassi», osserva Andrea Trevisani, direttore politiche fiscali di Confartigianato, «appare però palese, anche dalla corposità del documento, che la gestione della cedolare non porta elementi di semplificazione in un sistema tributario già farraginoso e complesso per natura».

Commento positivo anche sul tema delle pertinenze, che potranno beneficiare della cedolare secca pure se locate con contratto separato e successivo rispetto a quello relativo all'abitazione, a patto che il locatario sia il medesimo. «Anche questo chiarimento risponde a una logica di semplificazione e di prevalenza della sostanza sulla forma», chiosa Carpentieri, «perché se la pertinenza per natura segue l'immobile tale correlazione dovrebbe riflettersi anche dal punto di vista fiscale, ancorché vi sia uno sfasamento temporale nella locazione delle due unità. L'apertura della circolare è condivisibile e consentirà anche a chi affitta un box in un momento secondario rispetto all'appartamento di applicare il regime agevolato su entrambe le unità immobiliari».

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