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Beni usati, conta il margine netto

del 01/06/2011
di: di Franco Ricca
Beni usati, conta il margine netto
Ai fini della comunicazione telematica delle operazioni Iva da 3 mila euro in su, l'importo delle cessioni di beni usati soggette al regime del margine deve essere assunto per la sola base imponibile, mentre non rileva la quota «fuori campo». Per le operazioni documentate da fatture che non recano separata evidenza dell'imposta, quali quelle effettuate dalle agenzie di viaggio, la soglia di rilevanza è di 3.600 euro. Sono alcune delle numerose indicazioni fornite dall'agenzia delle entrate con la circolare n. 24 del 30 maggio 2011 (si veda ItaliaOggi di ieri), meritevoli di ulteriori approfondimenti.

Regime del margine sui beni usati. Nel precisare che rientrano nell'obbligo dell'elenco delle forniture (o «spesometro») istituito dall'art. 21 del dl 78/2010 anche le operazioni soggette al regime del margine, la circolare chiarisce che, in particolare, nel caso di cessioni rientranti nel regime speciale per i rivenditori di beni usati, di oggetti d'arte, di antiquariato e da collezione, disciplinato dall'art. 36 del dl n. 41/1995, dovrà essere comunicata la sola base imponibile cui si riferisce l'imposta dovuta, in quanto non assume rilevanza la quota dell'importo non soggetta a Iva. Per la determinazione dell'importo dell'operazione cui è connesso l'obbligo, prosegue la circolare, non si deve tenere conto, quindi, dell'eventuale quota parte fuori campo Iva. In pratica, ai fini in esame non assume rilevanza l'intero corrispettivo addebitato al cessionario, ma soltanto il margine del rivenditore, scorporato dell'imposta (mentre è irrilevante la quota di corrispettivo corrispondente ai costi specifici del rivenditore). In proposito, si deve osservare che, mentre non si pongono particolari problemi per l'operatore che applica il regime del margine con il metodo cosiddetto «analitico» di cui al comma 1 dell'art. 36, oppure quello forfetario di cui al comma 5, la situazione è diversa nel metodo del margine globale di cui al comma 6. Gli operatori che applicano quest'ultimo metodo (tra i quali i rivenditori di autoveicoli usati, di oggetti da collezione ecc.), infatti, non determinano (e non sono quindi in grado di conoscere) il margine con riferimento a ciascuna operazione, bensì globalmente, raffrontando la massa delle cessioni poste in essere nel mese o nel trimestre con la massa degli acquisti effettuati nello stesso periodo (ai quali si aggiunge l'eventuale credito di costo riportato dal periodo precedente). Ai fini della comunicazione telematica, l'applicazione del criterio indicato dalla circolare non sembra agevole, per cui è lecito attendersi ulteriori precisazioni.

La soglia di rilevanza. Il provvedimento del 22 dicembre 2010 dell'Agenzia delle entrate, com'è noto, prevede due soglie di rilevanza ai fini dell'obbligo, differenziate a seconda che sussista oppure no l'obbligo di emissione della fattura: 3 mila euro al netto dell'Iva nel primo caso (elevata a 25 mila euro per l'anno 2010), 3.600 al lordo nel secondo. La circolare, laddove chiarisce che per il 2010 la comunicazione deve essere effettuata anche per le operazioni fatte nei confronti di consumatori finali «per le quali viene emessa la fattura», parrebbe semplificare il criterio distintivo, individuandolo nell'avvenuta emissione (e non nell'obbligatorietà) della fattura. Se così fosse, sarebbe una semplificazione opportuna, non essendo agevole distinguere, in capo ai commercianti al minuto e ai soggetti assimilati, quando la fattura sia stata emessa spontaneamente, come metodo alternativo di certificazione degli incassi, oppure per obbligo di legge in quanto richiesta dal cliente.

Agenzie di viaggio. A proposito della duplice soglia, la circolare precisa che il limite è di 3.600 anche per soggetti che, pur avendo l'obbligo di documentare le operazioni con fattura, non hanno l'obbligo di indicare separatamente l'imposta, citando, a titolo esemplificativo, le agenzie di viaggio che applicano il regime speciale ex art. 74-ter. Dal punto di vista tecnico, anche tale regime speciale è qualificabile come regime del margine. La precisazione, tuttavia, non dovrebbe valere per le operazioni rientranti nel regime del margine sui beni usati, in relazione alle quali, come si è detto sopra, secondo la circolare assume rilevanza la sola base imponibile. Analogamente, sembra di poter escludere che quest'ultima precisazione, che la circolare riferisce espressamente al regime del margine sui beni usati, valga anche per il regime speciale delle agenzie di viaggio, sicché per queste ultime dovrebbe assumere rilevanza l'ammontare complessivo del corrispettivo addebitato (escluso in ogni caso, per principio generale, il riaddebito di somme anticipate in nome e per conto della controparte, o comunque non rilevanti ai fini dell'imposta).

Regimi monofase. La circolare non si sofferma specificamente sulle operazioni rientranti nei regimi speciali monofase dell'art. 74 del dpr 633/72 (editoria, tabacchi ecc.), la cui natura non è ben definibile nei riflessi dell'adempimento in esame. Queste operazioni dovrebbero considerarsi rilevanti, sia pure senza separata evidenza dell'Iva in fattura, soltanto per il primo soggetto della filiera (editore ecc.), mentre nei passaggi successivi dovrebbero equipararsi alle operazioni «fuori campo», stante l'assimilazione alle operazioni non imponibili di cui al terzo comma dell'art. 2.

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