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I premi di produttività della discordia

del 24/05/2011
di: La Redazione
I premi di produttività della discordia
Torniamo sulla circolare riguardante l'imposta sostitutiva sugli emolumenti relativi alla produttività aziendale congiunta tra Entrate e Ministero del lavoro. Ci sono state diverse richieste di spiegazioni sulla materia in questione. La circolare n. 19/e del 10/5/2011 fa un po' di chiarezza. Ci si è chiesti, in particolare, se la disposizione in esame non limiti l'efficacia del beneficio al periodo successivo alla stipulazione del contratto collettivo. Quindi qualora il contratto collettivo stipulato nel corso del 2011 prevedesse una efficacia (retroattiva) delle proprie disposizioni per tutto il 2011, si dovrebbe ritenere che ogni erogazione di tale anno è «in attuazione» del contratto medesimo, in quanto esso è efficace convenzionalmente dal 1° gennaio 2011. Gli accordi territoriali e aziendali che consentono la detassazione sulle somme correlate a incrementi di produttività non possono avere efficacia retroattiva. In realtà il punto non è tanto sull'efficacia retroattiva dei contratti collettivi di diritti comuni, ma piuttosto capire gli importi ricollegabili al beneficio dell'imposta sostitutiva. Ricordiamo che la disposizione è volta a sostenere un effettivo incremento di produttività portato dalla contrattazione collettiva decentrata. Deve trattarsi di denaro versato in «attuazione» di contratti collettivi territoriali o aziendali che devono essere stati stipulati prima della loro erogazione. È un punto fondamentale.

Ed è da qui che nasce una riflessione. L'accordo stipulato l'8 marzo tra Confindustria e Cgil, Cisl e Uil non è un accordo territoriale né aziendale, ma ha solo formalmente e parzialmente soddisfatto la richiesta normativa attraverso una sorta di accordo collettivo territoriale. In realtà, leggendo attentamente le circolari sulla detassazione premi, non dovrebbe essere pienamente valido. Infatti il documento vuole essere utile a tutte le imprese associate che applicano i contratti collettivi stipulati da Confindustria e Cgil, Cisl e Uil, mentre come dovrebbero comportarsi le aziende che pur applicando gli stessi Ccnl non risultano associate? Forse la soluzione potrebbe ravvedersi nella certificazione da parte degli enti bilaterali territoriali.

Tornando alla circolare, secondo il criterio ordinario di tassazione previsto dall'articolo 51 del Tuir per l'imputazione al periodo d'imposta degli emolumenti di lavoro dipendente, ossia il «principio di cassa», è possibile per il datore di lavoro applicare l'imposta sostitutiva alle somme erogate a partire dalla data di stipula dell'accordo o contratto collettivo territoriale o aziendale ed in attuazione del contratto stesso. Il datore di lavoro dovrà attestare nel Cud che il salario di produttività è stato erogato in attuazione di un contratto collettivo territoriale o aziendale. Le somme erogate dal datore di lavoro nel 2011 prima della stipula dell'accordo o contratto collettivo non possono essere soggette all'imposta sostitutiva, anche quando l'accordo preveda la retroattività al 1° gennaio e le somme si riferiscano a prestazioni effettuate nel 2011.

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