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Irap sul broker solo se c'è autonoma organizzazione

del 18/05/2011
di: Debora Alberici
Irap sul broker solo se c'è autonoma organizzazione
Il broker assicurativo paga l'Irap solo se possiede un'autonoma organizzazione.

Con la sentenza numero 10851 del 17 maggio 2011, la Suprema corte di cassazione assimila la figura dell'assicuratore a quella dell'agente di commercio, ritenendo necessario, ai fini dell'imponibilità ai fini Irap, il possesso di strumenti che vanno oltre quelli strettamente necessari, come una scrivania e il telefono.

Insomma per pagare l'imposta il broker dovrebbe avere dei dipendenti, uno studio e tutto quanto configura l'autonoma organizzazione.

In particolare gli Ermellini hanno ricordato il principio generale secondo cui «a norma del combinato disposto degli artt. 2, primo periodo, e 3 comma 1 lett. c) del dlgs 15/12/1997 n. 446, l'esercizio delle attività di Agente di Commercio, di cui all'art. l, legge n. 204 del 1985, e di promotore finanziario di cui all'art. 31 comma 2° dlgs n. 58 del 1998, è escluso dall'applicazione dell'imposta regionale sulle attività produttive (Irap) solo qualora si tratti di attività non autonomamente organizzata; il requisito dell'autonoma organizzazione, il cui accertamento spetta al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità, se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente sia sotto qualsiasi forma, il responsabile dell'organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità e interesse». Come ad esempio quando sia inserito in una grande compagnia di assicurazione. Ma non basta. La soglia oltre la quale il contribuente è soggetto all'imposta è scandita anche in questa occasione da «beni strumentali eccedenti, secondo l'id quod plerumque accidit, il minimo indispensabile per l'esercizio dell'attività in assenza di organizzazione». Oppure ancora il broker deve l'Irap quando si avvale «in modo non occasionale di lavoro altrui». Di più. È onere del contribuente che chieda il rimborso dell'imposta secondo lui non dovuta dare la prova dell'assenza di tutte le condizioni appena descritte.

Il caso a Bologna. Un assicuratore aveva chiesto il rimborso dell'Irap perché, aveva sostenuto, si avvaleva di mezzi ristrettissimi (in sentenze non viene specificato quali). Dopo il silenzio rifiuto dell'amministrazione l'uomo si era rivolto alla Ctp che aveva accordato il rimborso. La decisione era stata confermata dalla Ctr e ora è diventata definitiva in Cassazione.

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