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Lombardia, buste paga più ricche negli studi

del 11/05/2011
di: Valerio Stroppa
Lombardia, buste paga più ricche negli studi
Da maggio buste paga più ricca per i dipendenti degli studi professionali della Lombardia. Prende il via, con effetto retroattivo dal 1° gennaio 2011, la detassazione sulle componenti accessorie della retribuzione collegate ad incrementi della produttività: straordinari, lavoro festivo, clausole elastiche e flessibili e premi di produttività saranno tassati con imposta sostitutiva, con aliquota al 10%, in luogo del regime di imposizione ordinario. È quanto prevede l'accordo territoriale siglato ieri a Milano tra Confprofessioni Lombardia e le rappresentanze territoriali di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil. L'intesa ha reso operativo in regione l'accordo quadro siglato a livello nazionale il 13 aprile scorso. L'agevolazione, introdotta per la prima volta dal dl n. 93/2008, è stata riconfermata, con riferimento all'anno 2011, dal dl n. 78/2010 nonché dalla legge n. 220/2010. Chiarimenti operativi sull'applicazione del beneficio sono stati forniti dall'Agenzia delle entrate e dal ministero del lavoro con la circolare congiunta n. 3/E del 14 febbraio 2011.

Dopo Sud Tirol-Alto Adige, Emilia-Romagna, Lazio, Umbria, Veneto e Sardegna, dunque, anche gli studi professionali della Lombardia e le aziende a loro collegate (aziende di servizi, centri elaborazione dati, purché applichino il Ccnl-studi professionali) potranno avvalersi della tassazione agevolata del 10% su diverse voci della busta paga dei dipendenti. Lo sgravio si applica a tutti i lavoratori subordinati, compresi quindi quelli a tempo determinato, part-time e contratti di apprendistato.

«Salutiamo con favore la firma dell'accordo», affermano il presidente di Confprofessioni Lombardia, Carlo Scotti-Foglieni, e il tesoriere, nonché delegato lavoro, Daria Bottaro, «che speriamo possa aprire una stagione di confronto anche a livello territoriale con le organizzazioni sindacali. L'obiettivo è quello di poter sottoscrivere altri accordi di secondo livello, per esempio in materia di regolamentazione dei premi di produttività».

Da questo punto di vista si registra l'apertura delle sigle territoriali. «La contrattazione di secondo livello dovrà interessare anche altri temi, speriamo che questo accordo non resti l'unico in grado di ridurre il carico fiscale nella busta paga dei lavoratori», evidenziano Gianmario Santini (Filcams-Cgil), Giuseppe Foti (Fisascat-Cisl) e Gianni Rodilosso (Uiltucs-Uil), «fino ad arrivare alla possibile istituzione di un ente bilaterale che garantisca un servizio alle imprese e ai dipendenti».

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