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Consiglio giustizia tributaria Nessuna incompatibilità

del 26/04/2011
di: Valerio Stroppa
Consiglio giustizia tributaria Nessuna incompatibilità
Nessuna incompatibilità per i componenti del consiglio di presidenza della giustizia tributaria. Così si è espresso il Consiglio di stato in sede giurisdizionale con sentenza n. 02235/2011, depositata lo scorso 11 aprile, dopo che il Tar Lazio aveva chiesto al Cpgt un più accurato riesame delle posizioni dei consiglieri oggetto della vicenda (si veda ItaliaOggi del 3 aprile 2010).

I fatti - Tutto era iniziato nel novembre 2008, quando si sono svolte le elezioni per il rinnovo del Cpgt (attualmente in carica). Due tra i candidati non eletti hanno successivamente presentato allo stesso organo di autogoverno della magistratura tributaria un ricorso, finalizzato a far dichiarare l'incompatibilità di tre dei consiglieri neoeletti. Qualche mese più tardi il Consiglio ha archiviato i procedimenti, non ravvisando alcuna causa di ineleggibilità alla data delle elezioni. Da qui il ricorso al Tar Lazio dei due non eletti.

Il Tar - I giudici amministrativi del Lazio avevano rilevato, con riguardo a due consiglieri (Giovanni Garganese e Andrea Morsillo), indizi tali da rendere necessaria una più attenta analisi in ordine all'incompatibilità, ritenendo «frettolosa» l'attività di accertamento svolta dal Cpgt. In particolare, in un caso il consigliere aveva mantenuto il proprio nominativo nelle Pagine Gialle e nelle Pagine Utili con la qualifica di consulente, mentre nell'altro caso, il giudice tributario aveva patrocinato, come procuratore o domiciliatario, alcune cause in Cassazione, difendendo contribuenti privati nei confronti del Fisco. Erano state dichiarate destituite di fondamento e irricevibili, invece, le contestazioni mosse a carico del presidente del Cpgt, Daniela Gobbi.

Il Consiglio di stato - Secondo palazzo Spada l'incompatibilità non sussiste. Le situazioni ostative all'eleggibilità previste dall'articolo 8 del dlgs n. 545/1995, si legge nella sentenza, «vanno provate in modo positivo e non possono certo ritenersi sussistenti sulla base di un ragionamento meramente presuntivo». Il Consiglio di stato evidenzia che in entrambi i casi le attività professionali di matrice tributaria svolte dai consiglieri erano o totalmente nulle (prive di qualsiasi importo fatturato) o «assolutamente sporadiche e occasionali, tali da non raggiungere il livello saltuario o accessorio» richiesto dalla legge. Pertanto, gli indizi valorizzati dal Tar risultano «fortemente ridimensionati», al punto da non far sussistere alcuna incompatibilità. Le elezioni del novembre 2008 restano quindi perfettamente valide.

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