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Bancarotta documentale anche se è cessata l'attività

del 20/04/2011
di: Debora Alberici
Bancarotta documentale anche se è cessata l'attività
Sussiste la bancarotta documentale anche nel caso in cui l'attività aziendale sia di fatto già cessata. L'imprenditore non risponde penalmente della mancata o irregolare tenuta delle scritture contabili solo nel caso in cui l'azienda sia già stata cancellata dal registro delle imprese. Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza numero 15516 depositata dalla quinta sezione civile il 18 aprile 2011, ha confermato la responsabilità penale nei confronti di un piccolo imprenditore che non aveva tenuto con regolarità le scritture, fra cui il libro degli inventari. Si era difeso dalle accuse sostenendo che l'azienda aveva cessato l'attività già da tempo. Ma la quinta sezione penale non ha condiviso questa tesi sostenendo che la bancarotta semplice documentale è un reato di pericolo che si configura per la sola condotta omissiva del vertice aziendale. Infatti, si legge in sentenza, «il reato di bancarotta semplice documentale, punendo il comportamento omissivo del fallito che non ha tenuto scritture contabili, rappresenta un reato di pericolo presunto. Esso mira ad evitare che sussistano ostacoli alle attività di ricostruzione del patrimonio aziendale e dei movimenti che lo hanno costituito e persegue finalità di consentire ai creditori l'esatta conoscenza della consistenza patrimoniale sulla quale possono soddisfarsi». Insomma «la fattispecie, consistendo nel mero inadempimento di un precetto formale integra un reato di pura condotta, che si realizza anche quando non si verifichi, in concreto, il danno per i creditori». E ancora, «l'obbligo di tenere le scritture contabili non viene meno se l'azienda non ha formalmente cessato l'attività, anche se manchino passività insolute; esso viene meno solo quando la cessazione dell'attività commerciale sia formalizzata con la cancellazione dal registro delle imprese». In queste interessanti motivazioni il Collegio di legittimità ha inoltre precisato che nell'ambito dell'attività di impresa «la redazione dell'inventario», che va fatta ogni anno, «serve ad evidenziare le attività e le passività dell'impresa oltre che dell'imprenditore, estranee alla medesima». Insomma, il fatto che questa formalità non sia stata adempiuta non prova che l'attività dell'impresa era ormai cessata. Ancora più dura, questa volta, la posizione della Procura che aveva concluso chiedendo in udienza l'inammissibilità del ricorso.

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