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Spesometro, rinvio al primo luglio

del 15/04/2011
di: di Giovanni Galli
Spesometro, rinvio al primo luglio
Partirà dal 1° luglio 2011, anziché dal 1° maggio, il monitoraggio delle transazioni da 3.600 euro in su per le quali non è obbligatoria l'emissione della fattura, ai fini dell'invio telematico all'Agenzia delle entrate dell'elenco delle operazioni Iva.

Il rinvio è stato disposto dall'agenzia con un provvedimento firmato dal direttore Attilio Befera e pubblicato sul sito istituzionale ieri, 14 aprile 2011. Alla base della decisione dell'amministrazione, la considerazione delle esigenze di apportare i necessari adeguamenti, anche tecnologici, connessi al nuovo adempimento della comunicazione telematica.

Due mesi di tempo in più, quindi, che dovrebbero essere impiegati anche per risolvere taluni aspetti critici tuttora aperti, per esempio l'individuazione dei contratti «collegati», le modalità di identificazione del cliente. A quest'ultimo proposito, occorrerebbe la conferma che il fornitore debba limitarsi ad acquisire dal cliente privato consumatore il codice fiscale e non abbia, quindi, l'obbligo (o il potere) di controllare un documento di identità (salvo il caso di pagamenti con mezzi diversi dal contante). Se il cliente è un soggetto estero, invece, è prevista la comunicazione dei dati anagrafici, ma anche in questo caso è dubbio se il fornitore debba limitarsi a prendere nota di questi dati o debba invece esigere l'esibizione di un documento di identità.

L'adempimento, istituito dall'art. 21 del dl 78/2010 e attuato con il provvedimento dell'Agenzia delle entrate del 22 dicembre 2010, presenta, dunque, ancora molte incertezze. Certo, la prima scadenza, relativa alla comunicazione delle operazioni da 25.000 euro in su fatturate nel 2010, è ancora lontana, essendo stato previsto, in fase di prima applicazione, che l'invio può essere effettuato fino al 31 ottobre 2011. A partire dalle operazioni dell'anno 2011, poi, la soglia di rilevanza è fissata, secondo legge, nell'importo di 3.000 euro al netto d'Iva, elevato a 3.600 euro Iva inclusa per le operazioni per le quali non sussiste obbligo di fattura, mentre la scadenza per la trasmissione della comunicazione è fissata al 30 aprile dell'anno successivo. Tuttavia gli operatori hanno l'esigenza di definire subito le modalità, anche informatiche, di rilevazione dei dati da comunicare, per cui occorre sin d'ora avere un quadro preciso dei criteri da seguire per la selezione delle operazioni soggette alla comunicazione. Vi è incertezza, proprio per restare all'oggetto del provvedimento di rinvio adottato ieri dall'agenzia, anche per quanto riguarda la portata dell'espressione «operazioni per le quali non ricorre l'obbligo di emissione della fattura», che comporta, come si è visto, la decorrenza dell'adempimento con riferimento alle operazioni effettuate solo a decorrere dal 1° luglio prossimo e l'adozione della soglia di 3.600 euro al lordo dell'Iva (anziché 3.000 euro al netto). Come valutare, infatti, l'ipotesi in cui la fattura venga emessa perché richiesta dalla controparte? In questo caso, in base all'art. 22 del dpr 633/72, il fornitore ha, letteralmente, l'obbligo di emettere la fattura e, pertanto, dovrebbe essere già tenuto alla rilevazione, sino dal 1° gennaio, con riferimento alla soglia di 3.000 euro al netto d'Iva. Se le cose stanno in questi termini, però, non si vede come si potrà distinguere, a posteriori, il caso in cui la fattura sia stata emessa perché richiesta dal cliente dal caso in cui sia stata emessa, invece, per libera scelta del fornitore, dettata eventualmente anche da opportunità gestionali (in presenza della fattura, infatti, i dati dell'operazione e della controparte sono registrati sistematicamente e possono essere agevolmente estratti anche ai fini della comunicazione all'agenzia, mentre con scontrini e ricevute fiscali la faccenda è senz'altro più complicata). Sarebbe più semplice, quindi, distinguere tra operazioni assistite da fattura e operazioni documentate invece da scontrino o ricevuta, lasciando perdere il riferimento all'obbligatorietà della fatturazione.

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