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L'azionariato critico può fare tanto

del 14/04/2011
di: di Marco Caiazzo
L'azionariato critico può fare tanto
Rappresentare e tutelare gli investitori di minoranza è la mission di Impegno Civile, l'associazione di tutela dei consumatori, promossa dall'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, che ieri a Roma ha presentato le iniziative dell'Osservatorio nazionale sulle società quotate: tutto ruota intorno all'azionariato critico, definito dal presidente Achille Coppola «strumento di democrazia economica», in grado di ridare slancio ad una finanza attanagliata dalla crisi. «Dal 2008 il sistema dei controlli è saltato, la crisi globale ha investito tutto il mondo in maniera pesante», ha affermato il senatore Pasquale Giuliano, presidente della Commissione Lavoro e Previdenza di Palazzo Madama. «Ma l'inversione di tendenza è già iniziata. In questo periodo di crescita, l'azionariato critico svolgerà un ruolo cruciale, perché, oltre ad essere uno stimolo per gli imprenditori, potrà proporre nuovi modelli di azione per un mercato sempre più trasparente». Tesi rafforzata da Claudio Siciliotti, presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili: «Si tratta di un progetto rivolto al Paese», ha detto, «e che conferma che la categoria è al fianco dei cittadini: il sistema non tiene se non si rischia».

In tale contesto, assume un ruolo primario il Fondo Pegaso. «Siamo stati tra i primi a credere nell'iniziativa dell'Odcec di Napoli», ha spiegato nel corso del convegno al Senato il presidente del consiglio di amministrazione di Pegaso, Giuseppe Chianese. «Insieme abbiamo infatti sottoscritto un protocollo di intesa che si sostanzia in un'attività di assistenza che ha il suo picco nelle assemblee di fine anno». Una collaborazione dalla grande valenza strategica per gli investitori istituzionali come i fondi pensione, che sono portatori di un messaggio di stabilità ai mercati. «Il futuro dei nostri associati», è la certezza di Chianese, «è anche nelle mani delle società nelle quali investiamo». La consulenza che l'Osservatorio propone è indipendente, e in quanto tale offre un'ulteriore visione sulla risorsa sulla quale s'investe. «Le informazioni forniteci comportano dei ritorni in termini di maggiore consapevolezza dell'operato delle società nelle quali siamo investendo le risorse degli associati», continua Chianese. «I fondi pensione e le casse di previdenza portano un messaggio di stabilità nei confronti del mercato, e alle società nelle quali investono chiedono non solo un ritorno in termini finanziari ma anche atteggiamenti virtuosi tali da poter dare un ritorno ai propri associati che va al di là della mera soddisfazione di tipo finanziario: dalla salvaguardia dell'ambiente a comportamenti che possono indirettamente migliorare la qualità della vita degli iscritti». A permettere ai giovani di approfondire la conoscenza degli strumenti operativi e delle norme che regolano i mercati ha pensato la Scuola di alta formazione IPE, diretta da Carlo Santini: «Grazie alle nostre competenze gli allievi sono in grado di contribuire ad operazioni come quella dell'Osservatorio sulle quotate», ha affermato nel corso del suo intervento. «Gli episodi che hanno evidenziato la presenza di settori in cui si agiva senza regole, oppure una loro scarsa applicazione e una limitata attenzione all'autorità di vigilanza, sono stati numerosi. Per questo motivo ogni iniziativa che riesca a fornire ai risparmiatori informazioni precise, dettagliate e affidabili sull'evoluzione del mercato finanziario, della borsa e delle azioni delle società quotate, non può che essere la benvenuta». Secondo Martina Tambucci, dirigente della Consob, «la direttiva shareholders' rights ha sottratto per legge le società cooperative quotate dal campo di applicazione della disciplina: è una indicazione di armonizzazione minima, perché non impedisce agli Stati membri di imporre obblighi alle società o di adottare ulteriori misure intese ad agevolare l'esercizio da parte degli azionisti dei diritti indicati dalla direttiva stessa. Il sistema italiano sembra particolarmente in ritardo nel seguire la tendenza a rivalutare l'assemblea come strumento di dialettica societaria, a causa degli assetti proprietari e di controllo fortemente concentrati, oltre all'anomalo inattivismo degli investitori istituzionali domestici». Andrea Camporese, presidente Adepp, ha sottolineato che «l'iniziativa ha un valore intrinseco in termini di trasparenza e di valori etici. Nell'ultimo decennio le Casse italiane hanno fatto un enorme passo in avanti per ciò che concerne il controllo del rischio, che però va ulteriormente affinato. Occorre lavorare a un codice di autoregolamentazione che coinvolga istituzioni, ordini professionali e istituti pensionistici». Walter Anedda, presidente della Cassa nazionale di previdenza e assistenza dei dottori commercialisti, ha invece affermato: «Gli enti hanno un compito importante. La nostra professione, avvalendosi dei requisiti di autorevolezza e indipendenza insiti in essa, può svolgere un ruolo fondamentale nell'ambito della tutela degli investitori e dei risparmiatori». Secondo Domenico Posca, amministratore delegato Sherwood, «l'Osservatorio quotate dell'Ordine partenopeo è in prima fila nell'analisi dei bilanci delle aziende: è il modo migliore per tutelare gli azionisti di minoranza, che hanno a disposizione report utili sull'attività del management e sull'adeguatezza dell'informativa societaria».

All'incontro, moderato da Gennaro Sangiuliano, vicedirettore del Tg1, hanno partecipato anche Davide Squarzoni, direttore generale Prometeia; Lorenzo Randazzo, Institutional sales manager Axa Investment; Davide Cipparone, amministratore delegato MangustaRisk.

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