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Doppia chance per la competitività

del 07/04/2011
di: La Redazione
Doppia chance per la competitività
Le imprese tagliano, i fondi paritetici interprofessionali investono sulla formazione continua, che rappresenta una delle leve strategiche per contrastare la crisi. Lo rileva il Rapporto 2010 sulla formazione continua, realizzato dal Ministero del Lavoro e dall'Isfol, l'Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori, presentato lo scorso 4 marzo a Roma. Nel 2009 si è registrato, infatti, una sensibile flessione degli investimenti delle aziende nella formazione, dall'altra parte si è assistito a un aumento delle adesioni dei lavoratori a corsi individuali e lezioni private. Il bilancio resta comunque in passivo e colloca l'Italia in ritardo rispetto agli standard europei. Secondo il Rapporto, nel 2008 i partecipanti ai corsi erano 1 milione e 400 mila, mentre nell'anno successivo hanno subito una diminuzione del 13% (173 mila in meno).

In termini percentuali, la popolazione di lavoratori in età adulta che ha avuto accesso a iniziative di formazione risulta pari al 6% rispetto a una media europea che si attesta al 9,3%.

«Occorre diffondere una maggiore consapevolezza sul ruolo della formazione continua, anche e soprattutto attraverso l'impegno diretto di associazioni di categoria e organizzazioni di rappresentanza verso i propri iscritti», commenta Federica D'Anna, Responsabile della formazione di Fondoprofessioni, «sfruttando l'onda lunga del successo che in quest'ultimo biennio hanno riscosso i fondi paritetici interprofessionali».

La crescita dell'adesione ai Fondi Interprofessionali, con picchi di eccellenza nelle regioni del Nord Est, è infatti uno dei dati più significativi del recente rapporto. Dal Rapporto emerge che, nel biennio 2009-2010, i Fondi paritetici interprofessionali hanno sostenuto la formazione stanziando circa 670 milioni di euro. Nel dettaglio, tra gennaio 2009 e giugno 2010, i Fondi hanno approvato oltre 9.800 piani formativi destinati a circa 1 milione 288 mila partecipanti appartenenti a più di 32.500 imprese. Il positivo trend trova puntuale riscontro anche nell'impennata delle adesioni registrate da Fondoprofessioni, il fondo paritetico interprofessionale per gli studi professionali e per le aziende collegate.

Secondo i dati Inps, gli iscritti al Fondo sfiorano quota 200 mila, con un forte incremento della componente degli studi professionali rispetto alle aziende collegate: significa che Fondoprofessionisti sta diventando sempre più il fondo dei professionisti italiani. Tra il 2005 e il 2009 sono state formate infatti 48 mila persone, erogando circa 28 milioni di euro in un comparto che conta in media 3,8 dipendenti per studio/aziende aderenti al fondo

Ma quali sono le aree di intervento formativo più gettonate? Secondo il Rapporto ministero del Lavoro-Isfol vi è una netta prevalenza di azioni formative di carattere aziendale, con un peso estremamente rilevante per attività legate alla sicurezza sul lavoro, alla conoscenza dell'inglese e dell'informatica. Ancora limitato risulta, invece, il ricorso a una formazione specifica, legata alle necessità e allo sviluppo di competenze di settore, come sottolinea D'Anna: «Quello che emerge nel comparto degli studi professionali è un desiderio di maggiore coinvolgimento nei processi lavorativi, attraverso lo sviluppo di competenze trasversali».

In questo ambito, si sta affermando sempre più negli studi il ricorso al training on the job, come integrazione agli interventi d'aula, a certificare la sempre maggiore rilevanza assunta dalla pratica dell'«imparare facendo».

Il successo di tale formula, insieme a un ventaglio di proposte calibrate sulle criticità del comparto attraverso interventi di rilancio della competitività degli studi e aziende, ha effetti rilevanti soprattutto negli studi professionali. La strada intrapresa dal Fondo è quella della realizzazione di una formazione di qualità, che individui le reali necessità di dipendenti e datori di lavoro e guidi lo sviluppo complessivo del comparto professionale

«La formazione continua offre una doppia opportunità», sostiene D'Anna, «perché valorizza, al contempo, datori di lavoro e dipendenti. La formazione è anche, e soprattutto, una forma di inclusione del lavoratore, è sviluppo di autonomia professionale e rafforzamento dei diritti. Per questo Fondoprofessioni mira ad estendere la formazione a quelle figure professionali che fino a oggi non rientravano tra i beneficiari della formazione stessa. È una grande innovazione nel comparto degli studi professionali: un passaggio decisivo sul quale abbiamo deciso di puntare».

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