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Da Mirò a Carrà, capolavori oggetto di una maxievasione

del 06/04/2011
di: La Redazione
Da Mirò a Carrà, capolavori oggetto di una maxievasione
Opere di Joan Miró, Piero Manzoni, Carlo Carrà e di altri celebri artisti al centro di una maxievasione. Ieri, infatti, il Nucleo speciale per la radiodiffusione e l'editoria della Guardia di finanza e il Servizio antipirateria della Siae, nel controllo di una galleria d'arte, hanno accertato l'evasione di oltre 500 mila euro di diritto di seguito. Coinvolte opere di autori di livello internazionale tra cui, oltre a Mirò, Manzoni e Carrà: Alberto Savinio, Tancredi, Pierre Alechinsky, Mimmo Rotella, Georges Mathieu e Rabarama. La galleria oggetto dell'inchiesta dispone di punti vendita in Lombardia, Veneto e Sardegna. Le attività ispettive sono state coadiuvate dalla sezione Olaf della Siae, che si occupa dei diritti degli autori ed editori delle opere letterarie e visuali e quindi anche del diritto di seguito, cioè il diritto, spettante agli autori di opere figurative e ai loro eredi, di riscuotere una percentuale sul prezzo di ogni vendita successiva alla prima. La legge n. 633/1941 prevede quale requisito necessario, affinché sia esercitato il diritto di seguito, la partecipazione alla transazione di un professionista del mercato dell'arte in qualità di venditore, acquirente o intermediario. All'artista spetta un compenso solo sulle opere vendute a un prezzo non inferiore a 3 mila euro Questo viene calcolato attraverso l'applicazione di aliquote regressive per scaglioni (dal 4% allo 0,25%). L'azione investigativa ha riguardato altresì il monitoraggio dei programmi trasmessi da una emittente satellitare che ospitava le televendite di opere d'arte commercializzate dalla galleria sottoposta a controllo. Sono state così rilevate 131 violazioni amministrative segnalate all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), riconducibili al mancato inserimento della scritta «televendita» e all'omessa informazione sui termini e le modalità di recesso. L'esame delle singole transazioni di opere d'arte è stato inoltre finalizzato all'acquisizione di elementi indicativi di capacità contributiva. In tale contesto sono state rilevate significative manifestazioni di spesa poste in essere da soggetti che sono risultati sconosciuti al fisco o con modesta capacità reddituale.
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