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L'educazione fisica non è fisioterapia

del 05/04/2011
di: di Benedetta Pacelli
L'educazione fisica non è fisioterapia
Il senato chiuderà oggi la partita della cancellazione dell'equipollenza tra i laureati in scienze motorie e fisioterapia. O almeno questa è la speranza del relatore al provvedimento Francesco Bevilacqua (Pdl) persuaso che il voto di fiducia al disegno di legge in materia avverrà oggi. Dopo cinque anni di dibattito sul tema e provvedimenti sempre rimbalzati tra i due rami del parlamento, l'aula di Palazzo madama si appresta a mettere fine a una vicenda legislativa iniziata nel 2006 quando un semplice articolo di una legge (art 1 septies l.27/06) sanciva l'equipollenza tra i diplomati in scienze motorie e quelli in fisioterapista, previa definizione di un decreto (mai emanato) che avrebbe dovuto dettarne le modalità applicative.

Il quadro di riferimento

Con una piccola integrazione rispetto alle materie di base un laureato in scienze motorie avrebbe quindi potuto conseguire il titolo di fisioterapista. Ma contro questo provvedimento si scagliarono in molti, sostenendo, oltre ai profili di incostituzionalità della norma, il fatto che in questo modo si trasformava in sanitaria, una professione che sanitaria non era. A quel punto, quindi, camera e senato si affannarono a presentare disegni di legge volti ad abrogare l'articolo in questione. Durante la discussione emerse l'esigenza di trovare una mediazione con le aspettative dei laureati in scienze motorie.Fu quindi approvato un testo, trasformato poi dall'Italia dei valori nel ddl attuale (572-B), che oltre all'abrogazione dell'equipollenza demandava a un decreto del ministero dell'università la disciplina di riconoscimento dei crediti formativi.

Cosa cambia

Il testo, infatti, non solo abroga l'equipollenza tra i due diplomi ma, nello stesso tempo, mette nero su bianco le disposizioni relative al conseguimento della laurea in fisioterapia da parte di studenti e laureati in scienze motorie. In sostanza i laureati in scienze motorie potranno fare anche i fisioterapisti ma a patto che completino il loro percorso di studio accademico con le integrazioni necessarie. Per questo motivo coloro che lo vorranno potranno chiedere il riconoscimento dei crediti formativi ed espletare un periodo di tirocinio sui pazienti per conseguire la laurea in fisioterapia.

Le opinioni

Un passaggio questo fortemente voluto dai deputati di Montecitorio e respinto invece dai senatori di Palazzo madama che intendevano limitare la portata dell'intervento alla sola equipollenza in considerazione della difformità tra i due corsi di laurea. I fisioterapisti si occupano della riabilitazione di un soggetto, i laureati in scienze motorie della sua attività motoria e sportiva. «Abbiamo deciso», dice il relatore al provvedimento Francesco Bevilacqua, «di votarlo così come è arrivato dalla Camera anche se abbiamo qualche perplessità di carattere formale perché la disciplina del riconoscimento dei crediti potrebbe essere in contrasto l'autonomia universitaria. Del resto, siamo in terza lettura, e questa vicenda legislativa si è protratta fin troppo. È arrivato il momento di chiuderla». E la sollecitazione a mettere la parola fine a questo iter arriva anche dal presidente dell'Associazione italiana fisioterapisti Antonio Bortone: «Siamo contrari all'equipollenza ma a questo punto dopo i continui rimpalli del testo tra camera e senato chiediamo che l'iter venga portato a compimento. Anche se per l'Aifi», precisa Bortone, «è inutile e pleonastico il comma che prevede il riconoscimento dei crediti, auspichiamo comunque che si arrivi a una conclusione di questa assurda situazione che ha avvilito la cultura professionale da anni».

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